il concerto
Il ritorno dei Pooh a Taormina con una doppia data
Tanti i fan accorsi dalla Sicilia e anche dall'estero
Nonostante i 60 anni di carriera, i Pooh continuano a cantare e a riempire i teatri o le arene dove si esibiscono. Anche nelle due date di Taormina, curate dalla Fondazione Taormina Arte e da Puntoeacapo di Nuccio La Ferlita, il pubblico ha risposto alla grande con due quasi sold out.
Spettatori di diverse generazioni, che seguono la band più longeva della musica italiana da anni, ma anche tanti giovani che li avranno conosciuti e apprezzati grazie ai loro genitori. Le loro canzoni sono state la colonna sonora di intere generazioni, quando cantare canzoni d'amore era ancora un lasciapassare per la hit parade o per Sanremo. E i Pooh non hanno deluso i loro fans, alcuni dei quali provenienti anche dalla Svizzera, come Antonio Gugliuzzo, Malettese di origine, ma che vive a Basilea, sceso in vacanza in Sicilia per vedere i Pooh per la 61ª volta, come se fosse un voto a un gruppo che ha seguito fin da bambino.
Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli, accompagnati da Phil Mer alla batteria e Danilo Ballo alle tastiere, non hanno deluso il pubblico delle due serate, con una scaletta poderosa, con ben 46 brani in programma, per quasi tre ore di concerto, intramezzate da piccole pause in cui i protagonisti hanno spiegato la loro carriera e l'evoluzione avvenuta nel corso degli anni. Il tutto accompagnato dalla musica, con brani eseguiti anche in acustico, con pianoforte e chitarra classica, per mostrare come sono nate le loro prime canzoni. E poi spazio ai successi, quasi tutti eseguiti con dei medley che hanno permesso di non allungare i tempi.
Una band che ha inciso 31 album, oltre a 8 album dal vivo e 20 album di raccolte, divenuti leggenda nel panorama musicale italiano. Tanti anche i ringraziamenti al pubblico che li ha seguiti in questi anni e a quello presente, ma anche un ricordo a due leggendari componenti della band scomparsi: Valerio Negrini, che fu il fondatore dei Pooh, deceduto nel 2013, e a Stefano D'Orazio, batterista per decenni scomparso nel 2020. Finale con la folla in piedi, che ha voluto dedicare alla band una lunga standing ovation.