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San Sebastiano: le vecchia glorie dell'Acireale vincono ai rigori dopo il 2-2 con i devoti
La partita amichevole disputata a fini benefici in vista della ricorrenza della festa in onore del Martire, che ricadrà il 20 gennaio
Nel nome di San Sebastiano, compatrono della Città di Acireale, l’amichevole tra vecchie glorie granata e una squadra di devoti, disputata a fini benefici in vista della ricorrenza della festa in onore del Martire, che ricadrà il 20 gennaio. Due gol per parte al termine dei tre tempi regolamentari da 20 minuti ciascuno, poi ai rigori hanno avuto la meglio gli ex calciatori granata, ben disposti in campo dal tecnico Saro Foti; sulla panchina dei devoti, invece, Sebastiano Grasso.
Dopo il calcio d’avvio, affidato al sindaco Roberto Barbagallo, e al decano della Basilica di San Sebastiano, don Alessandro Di Stefano, attenzione puntata sulle vecchie glorie dell’Acireale Calcio che hanno dovuto faticare non poco per avere ragione degli avversari, affiatati e determinati come se si trovassero a spingere la vara del loro beniamino.
Prima del fischio d’avvio dell’arbitro Ruggeri (assistenti Di Bella e Di Bartolo), la giovane Giulia Presti ha cantato l’inno dedicato al Santo. Poi, la “contesa” con la terna messa a disposizione dal Csi, presieduto da Alessio Paradiso, che ha avuto un gran da fare. Applausi a raffica per i protagonisti della “cavalcata in Serie B del 1993”: da Sorbello a Nuccio, da Infantino a Di Dio e da Breve ad Anastasi per proseguire con gli altri che, in epoche e categorie diverse, hanno dato lustro ai colori granata, a cominciare da Savanarola, beniamino degli anni più recenti, per proseguire con Amico, Armata, Colotti, Russo, Tudisco, Moncado, Arcidiacono, Barbagallo, Lo Giacco, Raciti, Cantone, Andolina, Matarazzo, Talotta, Fasone, Orefice, Mulè e Pagana, quest’ultimo autore di una splendida marcatura che ha consentito di riaprire una partita che sembrava segnata, con i devoti in vantaggio per 2 a 0, grazie ai gol - entrambi di ottima fattura - messi a segno dal capovara Alfio Amas e dal figlio, Carmelo Amas, alfieri di una formazione che annoverava anche il presidente della Seus 118, Riccardo Castro.
Il rigore trasformato dall’immarcescibile Sorbello ha consentito di ristabilire la parità. Poi, i tiri dal dischetto e qui l’esperienza ha avuto la meglio, nonostante la bravura del portiere dei devoti, Garufi. Impietosi, dagli 11 metri, Savanarola, Moncado, Amico e ancora Sorbello.
Poi l’abbraccio finale e il grido forte che si è levato dal campo: “Viva Sammastianu!”. Diletta Rizzo