×

Attualità

La nuova prefetta di Ragusa, Tania Giallongo: "Sono disponibile all'ascolto per sanare i problemi del territorio"

Ecco le impressioni a caldo della nuova inquilina dell'Ufficio territoriale del governo

08 Gennaio 2026, 07:05

La nuova prefetta di Ragusa, Tania Giallongo: "Sono disponibile all'ascolto per sanare i problemi del territorio"

Il prefetto di Ragusa Tania Giallongo

Anno nuovo, prefetto nuovo. Tania Giallongo, dopo Francesca Cannizzo, Giovanna Cagliostro, Carmela Librizzi e Filippina Cocuzza, è il quinto prefetto donna della storia iblea. Succede a Giuseppe Ranieri, uno dei prefetti più longevi in terra ragusana (arrivò con la mascherina covid il 2 giugno 2021, se n’è andato all’alba del 2026 per raggiungere la Ciociaria in quel di Frosinone).

E’ andato via senza il commiato con la stampa, ma sarà ricordato come un prefetto, oltre che attento a tutte le dinamiche ragusane, molto elegante e amante della moda skinny rispetto al conformismo dei predecessori.
Per la dottoressa Tania Giallongo (62 anni, originaria di Siracusa ma proveniente da Roma), invece, nel salone di rappresentanza della Prefettura s’è riversata quasi tutta la stampa ragusana: almeno una trentina i rappresentanti di testate cartacee, televisive e social, rigorosamente muniti di pass ingresso. Il primo approccio è sembrato positivo. Dieci minuti di conversazione in piedi con la prefetta accerchiata da microfoni e telecamere, sicura nel presentarsi, preparata nel rispondere alle domande dei cronisti. Le è stato riferito «che siamo molto attenti e molto bravi»; ha sottolineato la sua «contentezza di essere a Ragusa», realtà che conosce tanto quanto basta per apprezzare una «terra non solo ricca di bellezze artistiche, architettoniche, storiche, ma anche di una comunità particolarmente positiva, civile e laboriosa».

Prima dell’incontro con la stampa, la prefetta s’è attardata a salutare la presidente della Provincia Maria Rita Schembari e poi il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì. Un colloquio breve ma utile alla nuova prefetta per farsi una prima idea circa i problemi che dovrà affrontare da subito insieme alle altre istituzioni: Procura, forze di polizia, sindaci del territorio e parti civili Sa già che nella provincia iblea, oltre ai grattacapi che danno i soliti Comuni più “irrequieti”, c’è da affrontare il fenomeno della sicurezza pubblica, dell’immigrazione, della piaga delle fumarole e di tant’altra carne al fuoco. Ma la prefetta si è contraddistinta positivamente per la disponibilità all’ascolto. «L’importante - ha concluso- è ascoltare tutti e poi mettere a fattor comune quello che è utile per tutelare le risorse che già abbiamo e poi individuarne anche delle nuove per assicurare una vita serena a chi sceglie Ragusa come propria terra».