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IL METEO

Caldo africano, il climatologo Luca Mercalli: «Nessuna tregua fino al 10 agosto»

L'esperto: «Il peggio deve ancora arrivare, il clima cambia ma la politica resta ferma». E la Sicilia rischia temporali pomeridiani in pianura

03 Agosto 2026, 13:28

13:31

Caldo africano, il climatologo Luca Mercalli: «Nessuna tregua fino al 10 agosto»

Il caldo africano non molla la presa sull'Italia e, secondo il climatologo Luca Mercalli, la tregua è ancora lontana. Presidente della Società Meteorologica Italiana e autore di "Breve storia del clima in Italia" (Einaudi), Mercalli ha spiegato che l'ondata attuale — la quarta dell'estate — potrebbe protrarsi almeno fino al 10 agosto, con un bilancio finale possibile solo a fenomeno concluso. Giugno e luglio, ha ricordato l'esperto, sarebbero già i mesi più caldi mai registrati nelle serie storiche.

Per Mercalli non si tratta più di un'anomalia da raccontare con stupore ogni volta che si ripresenta: la dinamica, sostiene, è la stessa che l'Italia conosce dal 2003, quando la prima grande ondata di calore colse l'Europa impreparata. Da allora, denuncia il climatologo, la politica non avrebbe fatto abbastanza sul fronte ambientale, lasciando che il riscaldamento globale renda progressivamente più lunghe le fasi di caldo estremo, più gravi la siccità e il rischio incendi, più alto il conto in termini di salute pubblica — un'emergenza che, nota amaramente l'esperto, torna puntualmente nel dimenticatoio con il primo fresco d'autunno.

Sul fronte siciliano, le previsioni non offrono sollievo immediato. Secondo Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, la settimana in corso resterà dominata dall'anticiclone africano su gran parte del Paese, con punte di 38-39°C e fiammate fino a 40°C nelle zone interne. Anche la Sicilia, insieme a Calabria e ai settori appenninici, sarebbe però esposta al rischio di temporali pomeridiani, alimentati dal calore accumulato: fenomeni che, avverte Brescia, non resterebbero confinati alle zone montane ma tenderebbero a sconfinare verso le pianure e le vallate interne adiacenti, tra le aree più a rischio del Centro-Sud. Solo nel weekend è atteso un primo, parziale cedimento dell'alta pressione, ma limitato soprattutto al Nord: per la fine della canicola, conclude il meteorologo, la tendenza a medio termine non mostra ancora segnali di cambiamento.