Catania
È stato il bambino a postare il video della violenza: sos social per “stanare” il patrigno che oggi è davanti al gip
Il pestaggio è stato registrato con il cellulare dalla sorellina. L’orco indagato per altre violenze. La mamma insultata dai vicini di San Cristoforo
Un messaggio nella bottiglia lanciato nel mare del web che fortunatamente qualcuno ha «pescato». È stato lo stesso bimbo di dieci anni picchiato con un cucchiaio di legno dal patrigno ad aver caricato sui social il video che immortalava la violenza selvaggia. Il verbo va al passato per un motivo preciso. Il pestaggio risale, infatti, al 15 dicembre scorso. A registrare col cellulare della madre è stata una delle tre sorellina della vittima.
Quel filmato raccapricciante è rimasto in memoria per settimane: poi, sabato il piccolo, forse cercando una via d’uscita dall’incubo delle continue violenze del compagno della mamma che lo ha adottato dandogli il suo cognome, ha creato una storia sul profilo facebook del nonno. Un «salvatore» è riuscito a scaricare le immagini prima che scadessero le 24 ore e le ha condivise su TikTok.
L’orco ha reagito in modo spropositato e agghiacciante a una «monelleria» del ragazzino di dieci anni che quel giorno voleva stare con la mamma. Il 59enne ha voluto infliggergli una punizione da epoca medievale. L’uomo, che ieri notte è stato fermato dalla procura di Catania e condotto nel carcere di Piazza Lanza dalla squadra mobile, ha preso il mestolo da cucina e ha colpito il minore mentre era seduto sul divano. La sorellina che era accanto alla vittima a un certo punto è scappata. L’aggressione è durata due minuti e mezzo. Almeno questo è il tempo di durata del video.
Il bimbo ha implorato il patrigno di fermarsi. Ma la tortura è continuata implacabile. Mentre l’uomo colpiva il minorenne, si sentiva la voce fuoricampo di una donna, dal tono per nulla preoccupato. Forse proprio la mamma del ragazzino che l’orco ha tirato in ballo dicendo al piccolo: «Tua madre ha ragione». «Basta - ha gridato il bimbo tra i singhiozzi - mi sto sentendo male». L’uomo invece di placarsi ha continuato a colpire il piccolo dicendo di essere il «padrone». «Chi sono io? Sono il padre e mi devi ubbidire, devi fare quello che dico». Terrorizzato, il ragazzino ha detto: «Sei il papà, il mio padrone». Per cercare di schivare le cucchiaiate il fanciullo è scappato dal salotto ma il patrigno lo ha seguito lungo un corridoio continuando a insultarlo. Senza pietà.
Domenica mattina quel film dell’orrore è finito nei cellulari dei poliziotti e del procuratore aggiunto Sebastiano Ardita. Ed è cominciata la caccia all’orco. Il 59enne, commerciante alla fiera e incensurato, vive in una cittadina dell’hinterland. Ma quando sono arrivati i poliziotti a bussare alla porta non lo hanno trovato. Inoltre gli investigatori della squadra mobile hanno trovato molta reticenza da parte di familiari e conoscenti dell’uomo violento. Poi gli agenti sono arrivati a San Cristoforo a casa della madre del bambino, per provare ad avere notizie utili per localizzarlo.
I vicini quando hanno visto uscire la donna dall’appartamento (forse teatro della brutale aggressione) hanno cominciato a insultarla. La madre del bambino era al telefono con il compagno. I poliziotti gli hanno fatto capire che era meglio arrendersi. E così nel primo pomeriggio il 59enne (60 anni il prossimo maggio) si è presentato in via Ventimiglia alla squadra mobile. Era con le altre sorelline. Non ha proferito una parola. I poliziotti hanno preparato un’informativa mentre il procuratore aggiunto Ardita ha sentito fino a tarda sera, con tutte le tutele psicologiche, il ragazzino che ha provato a raccontare quello che è successo. E pare che le violenze subite siano state più di una. Le più pesanti contro di lui. Ma anche le tre sorelle sarebbero state vittime dell’aggressività del patrigno.
L’aggiunto Ardita ha deciso di disporre il fermo nei confronti dell’uomo evidenziando il pericolo di fuga “provato” dal fatto che per ore si era reso irreperibile. L’accusa è di maltrattamenti, ma la procura lo ha iscritto nel registro degli indagati anche per altri episodi che devono essere accertati. Il 59enne, che ha trascorso già la seconda notte in cella, oggi alle 10,15 affronterà con un difensore d’ufficio l’udienza di convalida davanti al gip.
Sul caso è intervenuto don Fortunato di Noto, presidente di Meter, che ha lanciato un appello per fermare la diffusione del video. «È indubbio che la diffusione del materiale abbia consentito un rapido intervento delle autorità» ma per evitare una vittimizzazione secondaria «Meter ha chiesto la rimozione immediata di tutti i video e delle ripubblicazioni che continuano».
Il bambino al momento è con la madre. Ma si è in attesa dell’ordinanza del giudice del Tribunale per i minorenni che dovrebbe disporre il collocamento in una comunità. Che potrebbe essere esteso anche alle tre sorelle.