L'intervista
Il 14enne pestato a Catania, il padre: «Mio figlio massacrato davanti all'indifferenza e all'omertà di un'intera città»
Il ragazzino rischia di perdere un occhio. A La Sicilia la rabbia, l'indignazione e il dolore di Roberto Di Silvestri
«Lo grido al mondo intero quello che è accaduto a mio figlio, perché questa storia diventi virale e serva da monito: non può, non deve accadere che un ragazzino di 14 anni passeggi lungo via Etnea con un compagno di squadra, perché lui gioca a calcio, e venga aggredito con calci, schiaffi e con un tirapugni al volto».
Così Roberto Silvestri, 50 anni, papà del 14enne picchiato da una baby gang in piazza Stesicoro parla a La Sicilia rivolgendo un appello alla città: «Non è accettabile tanta violenza e non è accettabile in un pomeriggio di inizio gennaio vedere la gente che passa e se ne sta alla larga, si gira dall'altra parte mentre due ragazzini, mio figlio e un altro, vengono picchiati brutalmente».
E ancora: «Mio figlio rischia di perdere un occhio, c'è il 30% di possibilità che non veda più per un distacco di retina, è ricoverato in ospedale ed è in condizioni devastanti. La gente deve sapere quello che accade a Catania, città omertosa e dove la sicurezza non è di certo una camionetta dell'esercito all'angolo di una strada».
L'intervista integrale domani sul giornale in edicola