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La Grand Stand Arena è già diventata un ring, il caso in parlamento

La polemica sul riassemblaggio dell'impianto modulare destinato a Caivano approda a Montecitorio con un'interpellanza del Movimento 5 stelle

Marta Genova

07 Gennaio 2026, 06:45

La Grand Stand Arena è già diventata un ring, il caso in parlamento

In questa storia, di “amovibile” non c’è solo la Grand Stand Arena che da Roma pare dovesse andare a Caivano per poi invece essere dirottata su Palermo, ma anche la direzione del «Piano straordinario di interventi per il risanamento e la riqualificazione funzionali al territorio del quartiere Borgo Nuovo», approvato dal Consiglio dei ministri il 28 marzo scorso. Tanto che la struttura sportiva, attualmente in dismissione al Foro Italico della capitale, non è destinata, come si penserebbe, al quartiere della periferia palermitana, ma ad essere reinstallata nell’area compresa tra viale del Fante e viale Diana confinante con la piscina comunale.

Andiamo per ordine. Nel 2024, «il Fatto Quotidiano» riportava la notizia di un possibile trasferimento “in piccolo” della struttura nel territorio di Caivano, nell’ambito di un intervento funzionale al rilancio e alla rigenerazione del quartiere del comune di Napoli. Proprio questo aspetto è uno dei punti dell’interpellenza parlamentare presentata dai deputati del M5s Daniela Morfino, Valentina D’Orso e Davide Aiello, indirizzata ai ministri dello Sport, dell’Economia, della Cultura e della Coesione territoriale. Vengono chiesti chiarimenti sui motivi del cambio di rotta e sulla trasparenza delle procedure di Sport e Salute spa, la società pubblica interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, titolare della proprietà delle parti mobili della Grand Stand Arena. Tra i punti critici sollevati ci sono anche la legittimità dell’utilizzo dei fondi di coesione (Poc Metro 2014-2020) per acquistare e ricollocare un impianto usato e la natura dell’opera, definita come «usato precario».

Si contesta anche l’investimento di 6,386 milioni di euro per un bene usato, evidenziando «l’assenza di analisi su parti usurate, costi di fine vita e oneri impiantistici a carico del Comune» e infine «l’incoerenza territoriale e normativa»: la giunta ha deliberato la collocazione dell’arena alla Favorita, un’area distante da Borgo Nuovo e soggetta a rigorosi vincoli paesaggistici.

Un tentativo di spiegazione a questa discrepanza si trova nella delibera della giunta che il 30 dicembre scorso ha approvato lo schema di accordo di collaborazione tra il Comune e il commissario straordinario Fabio Ciciliano per la realizzazione dell’infrastruttura sportiva polifunzionale. Si legge infatti che l’intenzione dell’amministrazione è il «superamento della logica dell’intervento puntuale, perseguendo una strategia di “messa in rete” delle infrastrutture di quartiere con poli di eccellenza di rango superiore creando un circuito virtuoso in cui l'attività sportiva di base trovi uno sbocco naturale in una struttura di alto livello».

Stando alla documentazione di questo Iter durato circa cinquanta giorni, non risulta che sia mai stata effettuata o presentata una valutazione tecnica di siti alternativi a Borgo Nuovo. Già nella prima nota formale di interesse del sindaco del 21 novembre 2025, la localizzazione viene indicata direttamente in viale Diana/Zona Favorita. Anche le planimetrie e i rendering tecnici prodotti da Sport e Salute si riferiscono al sito della Favorita. Diversamente dal comune di Caivano, l’accordo prevede l’acquisizione dell’intera struttura modulare, inclusi i locali prefabbricati interni e gli impianti.

Acquisizione dell’intera struttura modulare, inclusi i locali prefabbricati interni e gli impianti.