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Sanità

Influenza, il picco scatena il caos: la Regione addita i non vaccinati

Effetto variante K, i pronto soccorso siciliani al collasso: fino a 400 pazienti in attesa

Laura Distefano

08 Gennaio 2026, 00:53

00:56

Influenza, il picco scatena il caos: la Regione addita i non vaccinati

Caos fu. Gli ospedali siciliani sono in affanno a causa dell’impennata di contagi dell'influenza. L’aggressiva variante K ha portato molti pazienti a intasare i pronto soccorso. Secondo i dati riscontrabili nel sito prontosoccorso.live e nei siti delle Asp in Sicilia alle 15 di ieri in attesa nei pronto soccorso degli ospedali siciliani c'erano oltre 400 persone. Uuna vera e propria emergenza che a tratti ricorda i tempi della Pandemia Covid. Si sono create sacche di sovraffollamento - con punte a Palermo che superano il 350% - per via dei pazienti che permangono nella struttura di emergenza, in attesa del ricovero nei reparti. Alle 10 di ieri nell’ospedale Civico palermitano vi era un indice di sovraffollamento del 192%, con 81 pazienti in pronto soccorso, di cui 38 con una permanenza di 24 ore, 26 con una permanenza fino a 48 ore, e 17 oltre 48 ore, a fronte di 42 postazioni presidiate e 8 in semintensiva. Nell’ospedale Villa Sofia, a Palermo, le lunghe code e le attese estenuanti hanno spinto il presidente della regione Renato Schifani a convocare con urgenza il manager dell’azienda Alessandro Mazzara. Il governatore ha chiesto al manager un report. La direttrice generale del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, Maria Grazia Furnari, ha istituito una task force dedicata alla gestione dell’emergenza.

Tre casi gravi a Catania, dove ci sono tre pazienti con polmoniti gravi in Ecmo al Policlinico di Catania. Il primario della Rianimazione - ne parliamo approfonditamente in cronaca - ha fatto un appello alla corsa al vaccino per i ritardatari. Un aumento del 25% di pazienti con l'influenza stagionale, con conseguenze di insufficienza respiratoria in soggetti dai 60 anni in su. È questo il quadro al pronto soccorso dell’azienda ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro di Catania, che nelle ultime settimane ha visto numerosi accessi nell’unità di emergenza. Ma è il pronto soccorso pediatrico ad avere i casi che più preoccupano. Il Triage è affollato di bambini con patologie legate all’influenza: polmonite, insufficienza respiratoria, febbre molto alta che non risponde agli antipiretici.

Boom di pazienti con influenza nell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, in provincia di Caltanissetta, con prevalenza della variante K. Sono circa 80 accessi al giorno col 90 % con codici bianchi e verdi.

"L'aumento dei casi di influenza è dovuto alle feste e alle riunioni familiari. E aumenterà nei prossimi giorni, come avvenuto anche negli anni passati", è l’analisi di Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe, che interviene sull'aumento dei contagi dovuti all’influenza annuale, che sta mettendo in ginocchio i pronto soccorso siciliani. "Ciò che sta accadendo - continua Scalzo - è un fatto naturale che certamente avrebbe avuto meno rilievo se i siciliani avessero aderito alla campagna vaccinale antinfluenzale".

Secondo i dati forniti dal Dasoe, nella settimana fra il 22 e il 28 dicembre in Sicilia sono stati registrati in totale 2.700 casi di influenza rispetto ai 2.200 della settimana precedente, registrando l’incidenza più alta d'Italia: 20 casi per mille abitanti seguita dalla Campania con 19 casi. Rispetto alla settimana precedente è diminuita l'incidenza nei bambini 0-4 anni ed aumentata quella nella popolazione adulta.

"La maggior parte dei casi è dovuta al virus influenzale seguita da rinovirus e virus respiratorio sinciziale - dice Scalzo - L'aumentata incidenza negli adulti-anziani, che spesso soffrono di altre patologie, ha comportato un incremento di accessi ai pronto soccorso, la maggior parte dei quali dovuta alla mancata vaccinazione antinfluenzale. Ogni scelta è direttamente proporzionale alle conseguenze individuali che diventano collettive in caso di trascuratezza o peggio di superficialità esponendo a rischio le persone più fragili per le quali la vaccinazione è assolutamente indispensabile, anche per i familiari che li assistono". "L'incidenza più alta in Sicilia, non necessariamente vuol dire che le vaccinazioni non hanno funzionato - conclude - può essere solo un’anticipazione del picco epidemico che quest’anno si sta presentando in anticipo rispetto allo scorso anno. Ne sapremo di più soltanto seguendo l’incidenza nei prossimi giorni».