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Il giallo

Triplice omicidio a Montagnareale, chi erano le vittime: «Bravissimi ragazzi»

Tre uomini trovati uccisi durante una battuta di caccia nei Nebrodi: comunità sotto shock, indagini su possibile lite per i cinghiali, esami balistici in corso

29 Gennaio 2026, 13:15

13:30

Nebrodi, tre cacciatori trovati senza vita: un triplice enigma nel cuore del bosco

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«Due ragazzi seri, lavoratori, dediti alla famiglia, al lavoro e al loro credo religioso, chiusi ma integrati nella nostra comunità» è questa la descrizione che ne fa il sindaco di San Pier Niceto, Domenico Nastasi.

Davis e Giuseppe Pino di 26 e 44 anni, ritrovati ieri uccisi nella campagna di Montagnareale assieme all'anziano, Antonio Gatani, erano entrambi sposati e con figli, e avevano preso in mano la ditta edile del padre.

«Proprio l'altro giorno, ci stavano sistemando due piastrelle in piazza, siamo sconvolti», continua Nastasi.

Una comunità sotto shock, anzi due, anche a Librizzi, la sorpresa per il ritrovamento dei cadaveri è totale: «In realtà l'anziano – l'82enne Gatani – non era residente a Librizzi ma nativo di Montagnareale e residente a Patti, qui invece ci vive il figlio, ma cambia poco, i due Comuni sono confinanti e siamo tutti molto preoccupati per quel che è successo, a mia memoria mai niente di simile né a Librizzi, né a Montagnareale», dice il sindaco di Librizzi, Renato Blasi.

Due Comuni molto distanti quelli di San Pier Niceto e Librizzi, entrambi nelle montagne in provincia di Messina, sui Nebrodi, dove la caccia al cinghiale è molto diffusa: «Guardi, io le dico che non può che essere maturato in un contesto di dissidi per la caccia, che poi tutti dicono essere al suino nero ma in realtà è in gran parte al cinghiale, anche se ce ne sono talmente tanti che è complicato credere ci sia stata una lite per questo. In ogni caso non posso credere ad altro, stiamo parlando di due ragazzi puliti», continua Nastasi.

E anche il sindaco di Montagnareale, Salvatore Sindoni, racconta: «Non viveva più a Montagnareale ma qui chi lo conosceva ne ha sempre parlato come di una persona tranquilla, strano semmai che fosse da solo, qui si caccia in gruppi perché i cinghiali sono pericolosi».

Che ci faceva Gatani a caccia da solo nella campagna di Montagnareale? Continuano le indagini dei carabinieri che attendono il risultato degli esami balistici del Ris e dell'autopsia.

Il capo della procura di Patti, Angelo Cavallo, ha affidato l'incarico al medico legale, Giovanni Andò, che ieri ha già fatto una prima osservazione dei corpi, confermando le ferite da colpi d'arma da fuoco, compatibili col fucile da caccia che tutti e tre, trovati a distanza di 30 metri l'uno dall'altro, avevano con sé.