×

il caso

Il giallo dei Nebrodi, dal corpo del più giovane le prime verità sugli omicidi: chi gli ha sparato (da vicino) è ancora vivo

Un primo colpo lo ha ferito, un secondo lo ha ucciso. Questa è la fine di Davis Pino, 26 anni, il più giovane dei tre cacciatori uccisi a Montagnareale

03 Febbraio 2026, 08:01

Il giallo dei Nebrodi, dal corpo del più giovane le prime verità: chi gli ha sparato (da vicino) è ancora vivo

Seguici su

Un primo colpo lo ha ferito, un secondo colpo a distanza ravvicinata lo ha ucciso. Questa è la fine drammatica di Davis Pino, 26 anni. L'esito dell'autopsia e i rilievi sul posto hanno svelato parte della dinamica di quel che è successo il mattino del 28 gennaio.

I due fratelli Pino, Davis il più piccolo, e Giuseppe, il più grande, di 44 anni, sono partiti molto presto al mattino da San Pier Niceto. Appartenevano a un'associazione venatoria ed erano andati in avanscoperta per capire se fosse una buona zona per cacciare. In quel punto della campagna di Montagnareale, in contrada Caristia, si va a caccia di cinghiale selvatico, considerato da queste parti come pericoloso. Per questo non c'è nessuno in paese che non sia certo che l’82enne Antonio Gatani non potesse essere da solo.

D’altronde la morte di Davis non lascia spazio a dubbi. Sono in tutto quattro gli spari, uno su Giuseppe: il più grande dei due fratelli è stato il primo ad essere ucciso. Anche Gatani ha una sola ferita d'arma da fuoco. Davis no, lui, il più giovane, è stato ucciso con due colpi, uno sparato da distanza ravvicinata. Un primo colpo lo ha dunque ferito e poi qualcuno si è avvicinato per il colpo finale. Tutti e tre si trovavano a una trentina di metri di distanza su una stessa linea, Giuseppe e Gatani ai due capi e Davis in mezzo e con colpi all’addome. Per questo la ricostruzione degli investigatori, al momento, è che si possa essere trattato di un iniziale incidente, poi degenerato in triplice omicidio.

Mentre chi ha “finito” Davis è ancora vivo. Questo è quanto ricostruito da inquirenti e investigatori finora. I pm hanno inoltre chiesto nuovi esami, verrà fatta una dattiloscopica, ovvero un esame sulle impronte digitali. Nel frattempo però le indagini proseguono per capire perché il quarto uomo, il compagno di caccia di Gatani non ha dato l’allarme: a scoprire i cadaveri è stato un passante in motocross. 

Si lavora anche per capire il movente. Una lite per la caccia? I Pino erano forse considerati degli estranei in una zona altrimenti ritenuta propria? Sui Nebrodi indagini della polizia negli anni passati hanno svelato pratiche di macellazioni clandestine. I Pino erano diventati testimoni scomodi? Per gli esami del Ris ci vorrà tempo. Intanto il compagno di caccia dell'anziano è stato ascoltato ma non risulta indagato. La sua posizione, però, potrebbe cambiare da un momento all'altro.