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Tasse contestate

IMU sugli alloggi popolari a Messina, scontro tra Iacp e l’ex amministrazione: «Vittoria amara»

La Corte di Giustizia Tributaria dà ragione al Comune per 2,9 milioni di euro. Picciolo: «Rischio per la manutenzione degli alloggi». Replica Cicala: «Accertamenti doverosi»

07 Marzo 2026, 19:06

19:10

IMU sugli alloggi popolari a Messina, scontro tra Iacp e l’ex amministrazione: «Vittoria amara»

Beppe Picciolo, presidente Iacp Messina

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Suscita reazioni contrastanti a Messina la decisione della Corte di Giustizia Tributaria che ha dato il via libera al Comune per incassare circa 2,9 milioni di euro di tributi Imu non versati dallo Iacp, relativi agli immobili destinati all’edilizia popolare. Una vicenda che ha riacceso il confronto tra l’Istituto Autonomo Case Popolari e l’ex amministrazione di Palazzo Zanca.

A intervenire è stato il presidente dello Iacp, Beppe Picciolo, che ha definito la pronuncia «una vittoria amara». «Non c’è assolutamente nulla di cui gioire nella vicenda dei tributi Imu relativi agli alloggi sociali – ha dichiarato –. Ricordo ai cittadini che il canone sociale di circa 52 euro al mese verrà quasi interamente assorbito dal pagamento dell’Imu per ogni singola unità immobiliare, pari a circa 500 euro l’anno per alloggio».

Secondo Picciolo, la situazione potrebbe avere ripercussioni dirette sulla gestione del patrimonio abitativo pubblico. «Questo annulla di fatto per l’Istituto ogni possibilità di garantire la manutenzione ordinaria degli alloggi sociali, che peraltro vengono assegnati dai Comuni», ha aggiunto. Il presidente dello Iacp ha comunque precisato di non voler entrare nel merito giuridico della sentenza, anche perché il dispositivo non è stato ancora depositato. Sul piano sociale e politico, tuttavia, ha parlato di «una vittoria mortificante per chi dovrebbe mettere al centro della propria azione i soggetti più fragili e meno abbienti», auspicando l’apertura di un confronto tra le istituzioni coinvolte.

Non si è fatta attendere la replica dell’ex assessore comunale ai Tributi, Roberto Cicala. «Non c’è nessuna esultanza da parte mia né da parte dell’amministrazione comunale, semmai soddisfazione per la correttezza, sin qui acclarata, del lavoro svolto», ha affermato.

Cicala ha respinto le critiche mosse dallo Iacp, sostenendo che l’ente non possa «nascondere le responsabilità dei propri uffici addossandole al Comune», che avrebbe semplicemente svolto gli accertamenti tributari, anche in relazione all’omessa presentazione delle dichiarazioni necessarie per ottenere l’esenzione Imu sugli immobili.

«Il Comune è obbligato a svolgere la propria attività di accertamento delle imposte non incassate – ha aggiunto – anche grazie al nuovo sistema informativo introdotto dall’amministrazione, che incrocia i dati dei contribuenti con numerosi elenchi, tra cui quello del Ministero relativo alle dichiarazioni Imu degli enti non commerciali».

Da qui l’invito rivolto a Picciolo: «Faccia mea culpa per conto dello Iacp e riconosca il lavoro svolto dal Comune con professionalità». Una polemica destinata probabilmente a proseguire nelle prossime settimane, mentre si attendono ulteriori sviluppi sulla vicenda.