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Il blitz

False residenze per votare, arresti domiciliari per il sindaco di Forza D'Agrò Miliadò e un consigliere comunale

In corso le operazioni di notifica dei provvedimenti nei confronti, complessivamente, di cinque persone. L'inchiesta avrebbe coinvolto 67 persone

01 Aprile 2026, 08:11

09:39

False residenze per votare, arresti domiciliari per il sindaco di Forza D'Agrò Miliadò e un consigliere comunale

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Operazione della Direzione distrettuale antimafia di Messina che scuote il comprensorio jonico. I Carabinieri della Compagnia di Taormina stanno eseguendo una misura cautelare personale nei confronti di cinque persone, tra cui il sindaco di Forza d’Agrò, Bruno Miliadò, un consigliere comunale, un agente e un ausiliario del traffico della Polizia municipale, oltre a un altro consigliere destinatario del divieto di dimora.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. A organizzare il sistema sarebbe stato il primo cittadino.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le indagini avrebbero fatto emergere l’esistenza di un presunto sodalizio criminale dedito alla produzione di falsi atti pubblici, in particolare attestazioni di residenza fittizie. Un sistema che, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato finalizzato a influenzare le consultazioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024 per il rinnovo del Consiglio comunale e la carica di sindaco di Forza d’Agrò.

L’inchiesta, coordinata dalla Dda, avrebbe coinvolto complessivamente altre 67 persone, la cui posizione è al vaglio degli investigatori. Gli accertamenti avrebbero delineato un meccanismo sistematico e reiterato di iscrizioni anagrafiche irregolari, ritenute funzionali a orientare il corpo elettorale.

L'indagine era cominciata dopo la segnalazione di anomalie nella consultazione elettorale. Erano poi emerse 96 richieste di trasferimento di residenza ritenute anomale proprio per la loro prossimità (fra la fine del 2023 e aprile 2024) con le amministrative. E questo tenendo conto del fatto che Forza D'Agrò ha 835 residenti, e la normativa prevede che per votare il cambio di residenza debba essere fatto almeno 45 giorni prima. Al prefetto di Messina, inoltre, erano arrivate una serie di segnalazioni di irregolarità che sono poi confluite nel lavoro dei militari coordinati dalla Dda peloritana.

Intercettazioni, interrogatori, pedinamenti, acquisizioni di documenti e tabulati telefonici: agli investigatori è servito tutto. Sessantasette persone sono coinvolte perché avrebbero contribuito a formare i falsi verbali di iscrizione anagrafica, con dichiarazioni di dimora abituale. Le case di residenza in qualche caso sarebbero state inesistenti, disabitate o, addirittura, camere di alberghi riconducibili al sindaco Miliadò e a uno dei consiglieri comunali indagati. Una residenza era addirittura l'indirizzo di un lido a Fondaco Parrino.

Su 96 richieste di residenza analizzate, 59 sono risultate false. Un numero che risulta ancora più rilevante se si considera che alle elezioni sono andate a votare 673 persone e il sindaco è stato eletto con uno scarto di trenta voti; mentre la lista a suo sostegno ne ha ottenuti 40. Le indagini hanno accertato che le richieste di residenza provenivano da persone vicine a entrambi gli schieramenti che si sfidavano, però il primo cittadino uscente aveva accentrato su di sé il controllo delle pratiche, affidando direttamente le verifiche agli agenti di polizia municipale. Ad aprile 2024, addirittura, l'ausiliario del traffico che è finito oggi agli arresti è stato nominato "accertatore anagrafico". Sarebbe stato lui a certificare la maggior parte delle nuove residenze.