Nel carcere catanese
Lancio con i telefonini fallito: Piazza Lanza resta “blindato”
Pacco recuperato dalla polizia penitenziaria: c’erano quattro cellulari. I sindacati: «Lotta impari, si opera in carenza di organico»
Hanno pensato che con la complicità della notte sarebbero riusciti a mettere a segno il lancio del pacco con i cellulari destinati a qualche detenuto del carcere di Piazza Lanza. Ma non hanno fatto i conti con la professionalità della “sentinella” della polizia penitenziaria che era di turno. L’agente di guardia dalla via Cesare Beccaria si è accorto, infatti, che qualcuno aveva scagliato un involucro sospetto. Il tentativo di introdurre i telefonini è partito dal muro di cinta che qualche anno fa è diventato la tela dei murales delle vittime di mafia catanesi, frutto di un’iniziativa di Addio Pizzo. Il pacchetto è riuscito a oltrepassare l’alta parete finendo nella zona in gergo chiamata “intercinta”, area che si colloca fra le mura e il cortile dell’istituto penitenziario. La sorveglianza ha immediatamente chiamato il 112 chiedendo un supporto su strada per poter fermare i “lanciatori”, ma all’arrivo delle Volanti della polizia erano già riusciti a scappare. Contestualmente gli agenti della penitenziaria sono andati a recuperare la busta. All’interno sono stati trovati ben quattro cellulari, tre smartphone e un microtelefono, con accessori compresi che sono stati immediatamente sequestrati. Ma, inoltre, pare che già la mattina di sabato c’erano stati altri tentativi di “lancio” che però non sono nemmeno partiti sempre per l’intervento tempestivo (e preventivo) della polizia penitenziaria. Non è la prima volta che i poliziotti della penitenziaria riescono a intercettare pacchi e droni. L’ultimo risultato è stato realizzato lo scorso settembre quando è stata arrestata una persona che oltre ai telefonini aveva tentato di introdurre nel carcere al centro di Catania anche droga.
«Il grande lavoro dei ragazzi della polizia penitenziaria che operano nel posto di guardia ha permesso di sventare l’introduzione di telefonini nel carcere. Un doppio merito - evidenzia Armando Algozzino, presidente nazionale della Uil Fp PolPen - considerando che a Piazza Lanza si lavora con una grave carenza di organico». «È una lotta impari. Gli agenti della penitenziaria di Piazza Lanza affrontano queste situazioni ormai quotidianamente. Avevamo proposto di installare una rete, ma non abbiamo mai ricevuto risposte», commenta Francesco Pennisi del Sappe.