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La prima volta di Miccoli alla commemorazione per Capaci: «Un'emozione e un onore», “promosso” dai social

L’ex calciatore rosanero al Museo del presente dopo la condanna per estorsione e le offese al giudice Falcone per cui ha chiesto più volte perdono

24 Maggio 2026, 10:26

10:30

La prima volta di Miccoli alla commemorazione per Capaci: «Un'emozione e un onore», “promosso” dai social

L’ex fuoriclasse del Palermo Fabrizio Miccoli ha partecipato per la prima volta a una manifestazione al Museo del Presente, dedicata alle vittime della strage di Capaci. L’ennesimo gesto di perdono dell’ex numero 10 del Palermo, dopo le frasi ingiuriose da lui pronunciate contro il giudice ucciso 34 anni fa a Capaci e la condanna a tre anni e sei mesi di carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Proprio al Museo del Presente Miccoli aveva presentato il libro “Gloria e peccato di un campione”, la sua biografia scritta da Lorenzo Avola e Carolina Orlandi. «È la mia prima volta alle commemorazioni per il 23 maggio - queste le parole di Miccoli su un post pubblicato sul proprio profilo Instagram, in una foto che lo ritrae affettuosamente stretto a Vincenzo di Fresco - per me è una grande emozione. È stato un momento carico di riflessione. È stato un grande onore partecipare. Per questo - ha continuato l’ex calciatore del Palermo - ringrazio la Fondazione Falcone, la professoressa Maria Falcone, Vincenzo Di Fresco e Alessandro De Lisi per avermi dato questa possibilità».

Il post ha in poche ore registrato migliaia di like e decine di commenti positivi da parte dei fan più accaniti dell’ex calciatore, felici di rivederlo a Palermo in una giornata così significativa per la città. «Hai sbagliato e l’hai ammesso - ha scritto un utente sotto al post - adesso puoi rimediare ed essere d’esempio per i più giovani».

Miccoli ha in più occasioni chiesto perdono - sia pubblicamente che privatamente - a Maria Falcone, sorella del giudice ucciso da Cosa nostra e agli altri membri della famiglia, per le terribili parole pronunciate nei confronti del fratello Giovanni. Dopo aver scontato la sua pena, l’ex bomber del Barbera ha cercato in più occasioni di ricucire il rapporto con la città, irrimediabilmente danneggiato, prima con uno storico ritorno allo stadio del Palermo come ospite, poi con il pentimento pubblico per aver apostrofato il giudice Falcone come «un fango» durante una telefonata intercettata dai carabinieri nel 2013.