La sentenza
Studentessa con disabilità: tribunale ordina alla città metropolitana di integrare le ore di assistenza
Tribunali di Messina condanna l'ente ad integrare le sei ore mancanti previste dal Pei, la condotta definita «discriminatoria»
Un piano di 24 ore settimanali di assistenza specialistica, questo serviva a una studentessa con disabilità grave, ma la Città Metropolitana ne ha garantito solo 18. Per questa “condotta discriminatoria” è stata condannata a integrare le ore.
Questo è quanto è stato stabilito dopo che i genitori della minore si sono rivolti al Tribunale. Il Piano Educativo Individualizzato per il corrente anno scolastico per la bambina aveva previsto la necessità di un intervento di assistenza specialistica per l’autonomia e la comunicazione per 24 ore la settimana.
Nonostante «tale previsione, il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione veniva attivato dall’ente resistente per sole diciotto ore settimanali», si legge nella sentenza dello scorso 26 maggio. Per questo il giudice ha definito la condotta dell'ente “discriminitoria”, sottolineando che “l’amministrazione si pone un auto-vincolo da cui discende il suo obbligo di garantire l’attuazione del piano”, ha scritto il giudice nella sentenza.
«Sia il Tribunale di Messina che quello di Patti, hanno emesso due importanti sentenze che rappresentano un inizio per la tutela dei diritti degli alunni con disabilità nel territorio messinese» ha detto l'avvocata Maria
Un piano di 24 ore settimanali di assistenza specialistica: questo serviva a una studentessa con disabilità grave, ma la Città Metropolitana ne ha garantito solo 18. Per questa «condotta discriminatoria» è stata condannata a integrare le ore.
Questo è quanto è stato stabilito dopo che i genitori della minore si sono rivolti al Tribunale. Il Piano Educativo Individualizzato per il corrente anno scolastico per la bambina aveva previsto la necessità di un intervento di assistenza specialistica per l’autonomia e la comunicazione per 24 ore la settimana.
Nonostante tale previsione, il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione veniva attivato dall’ente resistente per sole diciotto ore settimanali, si legge nella sentenza dello scorso 26 maggio. Per questo il giudice ha definito la condotta dell'ente “discriminatoria”, sottolineando che «l’amministrazione si pone un auto‑vincolo da cui discende il suo obbligo di garantire l’attuazione del piano», ha scritto il giudice nella sentenza.
«Sia il Tribunale di Messina che quello di Patti, hanno emesso due importanti sentenze che rappresentano un inizio per la tutela dei diritti degli alunni con disabilità nel territorio messinese» ha detto l'avvocata Marichiara Garacci, che ha assistito la famiglia della minore, col supporto di Mavi Sindoni, delegata regionale di Aca Sicilia.
chiara Garacci, che ha assistito la famiglia della minore, col supporto di Mavi Sindoni, delegata regionale di Aca Sicilia.