I vertici dagli atti giudiziari
Clan Cappello fra le correnti: ecco i nomi di chi comanda
Rileggendo le carte dei fatti di Trappeto Nord emerge la nuova mappa della famiglia mafiosa in continua fibrillazione
Le ultime carte giudiziarie sulla sparatoria dell’11 giugno scorso a Trappeto Nord permettono di poter aggiornare l’organigramma del clan Cappello-Bonaccorsi. Una cosca che è frantumata in diverse correnti. E così, leggendo le ordinanza emesse dal gip di Siracusa e dalla giudice catanese Marina Rizza, si possono ricostruire i ruoli (attuali) di potere. E anche di comando. Anzi si possono delineare i vertici, tra prime e seconde linee. Anche il pentito Giovanni Sozzi, esponente storico della famiglia mafiosa dei Cappello, fornisce input per completare il puzzle.
I nomi dei reggenti sono quelli di coloro che possono decidere movimenti anche fra gruppi interni allo stesso clan mafioso. Sozzi ha raccontato ai pm che a un certo punto Sebastiano Miano e Pietro Gagliano, i capi della squadra che ha ingaggiato una guerra armata con i “carusi” di via Capo Passero (con regista Andrea Calabretta), avrebbero creato non pochi problemi all’interno della compagine mafiosa per la loro facilità all’uso delle armi e della violenza. E, ultimamente, piuttosto che “farli fuori” sarebbero stati fatti transitare all’interno della cellula diretta da Giovanni Crisafulli “u tuccu”. Che è al momento detenuto, ma questo non limiterebbe il suo ruolo di direttore d’orchestra all’interno del clan. La decisione della migrazione sarebbe stata ordinata da Orazio Finocchiaro “iattaredda” - arrestato ultimamente nell’operazione Abisso della guardia di finanza - e dal vecchio boss Pietro Guerrera “pummaroru” che invece è libero. Insomma questi due sarebbero coloro che tengono il timone.
Un clan quindi che si muove fra correnti e quindi in continua fibrillazione. Ma questa frantumazione interna non è nuova. Era già emersa infatti nell’operazione Camaleonte del 2020 che aveva schiacciato il braccio storico del clan (all’epoca guidato da Giovanni Pantellaro), il braccio militare dei Bonaccorsi (detti “Carateddi”) e l’autonoma squadra degli Strano di Monte Po.