le indagini
Crollo della palazzina di Messina, nei cellulari degli indagati la verità sui lavori avviati: al via la perizia
La procura ricostruisce le ore precedenti al crollo di Pistunina tra indagati, lavori in corso e resti recuperati
Potrebbero essere nascosti nei telefoni cellulari sequestrati agli indagati alcuni degli elementi utili a ricostruire le ore e i giorni precedenti al crollo della palazzina di Pistunina, a Messina. Il bilancio della tragedia è al momento di quattro vittime e due persone ancora disperse, mentre la Procura prosegue gli accertamenti per chiarire che cosa abbia provocato il cedimento dell'edificio.
I magistrati hanno disposto accertamenti tecnici irripetibili sui telefoni di Pasquale D’Alì, Alessandro Panarello e Pietro Leone, rispettivamente imprenditori e direttore dei lavori che erano in corso al piano terra dell'edificio. Le operazioni saranno eseguite dai Carabinieri della Compagnia Messina Sud e cominceranno il prossimo 24 agosto.
L'obiettivo degli investigatori è ricostruire, attraverso il contenuto dei dispositivi, i rapporti e le comunicazioni tra le persone coinvolte nella vicenda. Particolare attenzione sarà riservata alle telefonate, ai contatti, ai messaggi e alle conversazioni in chat. Saranno inoltre analizzate le fotografie conservate nei cellulari, soprattutto quelle che potrebbero documentare lo stato dell'edificio o l'avanzamento degli interventi effettuati al piano terra prima del crollo.
Le comunicazioni e le foto dei lavori
Gli accertamenti sui dispositivi potrebbero consentire agli investigatori di individuare informazioni non ancora emerse sulla gestione del cantiere e sulle attività eseguite nell'immobile. Saranno quindi cercate eventuali conversazioni relative ai lavori, alle decisioni assunte nei giorni precedenti al cedimento e ai rapporti tra gli indagati. Anche le immagini presenti sui telefoni potrebbero assumere un ruolo importante, qualora permettessero di ricostruire modifiche, interventi o condizioni strutturali dell'edificio prima della tragedia.
L'avviso relativo agli accertamenti è stato notificato anche alle parti offese, compresi i familiari delle persone decedute e Yang Fenfen, conosciuta come Viola, titolare del bazar cinese che aveva la propria attività al primo piano della palazzina.
Sotto esame anche le macerie
L'indagine non si concentrerà soltanto sui dispositivi elettronici. La Procura ha disposto una serie di verifiche anche sulle macerie recuperate dopo il crollo, attualmente conservate in parte nell'area di Pistunina e in parte nel parcheggio rosso dello stadio Franco Scoglio, dove sono stati trasferiti alcuni dei materiali rimossi durante le operazioni di soccorso e ricerca.
Gli investigatori dovranno ricostruire con precisione ogni fase delle attività compiute sul materiale: dalla rimozione al recupero, fino al trasporto e allo stoccaggio. Dovranno inoltre essere acquisiti tutti i filmati e le fotografie realizzati durante le operazioni, comprese le immagini relative al recupero delle persone rimaste sotto le macerie. La documentazione audiovisiva potrebbe infatti consentire di ricostruire la posizione dei materiali e le modalità con cui sono state condotte le operazioni successive al cedimento.
Il giallo dei resti umani
Uno dei passaggi più delicati dell'inchiesta riguarda alcuni resti umani recuperati tra le macerie e successivamente trasferiti nel parcheggio dello stadio. Secondo quanto emerso, i reperti non sembrerebbero appartenere alle quattro persone già identificate come vittime della tragedia. Di conseguenza, gli investigatori devono verificare se possano appartenere a una quinta persona. Per avere una risposta definitiva sarà necessario attendere gli esami genetici. Il Ris procederà all'estrazione del Dna e agli accertamenti necessari per stabilire l'identità dei resti all'inizio della prossima settimana.
Una delle ipotesi considerate dagli investigatori è che possano appartenere a Santino Magazzu oppure a Lairu Warna-Kulasuriya, il cittadino cingalese che risulta tra i due dispersi.
L'inchiesta entra nella fase tecnica
Nelle prossime settimane dovrebbe inoltre entrare nel vivo la parte più strettamente tecnica dell'indagine. La Procura ha nominato tre consulenti che dovranno esaminare l'edificio, le macerie e gli elementi disponibili per ricostruire come e perché sia avvenuto il cedimento della palazzina. Il primo sopralluogo è previsto tra circa due settimane.
Gli esperti dovranno stabilire la dinamica del crollo e verificare le condizioni strutturali dell'immobile, concentrandosi anche sui lavori che erano in corso al piano terra. Sarà necessario capire se esista un collegamento tra gli interventi eseguiti e il successivo cedimento oppure se la tragedia possa essere ricondotta ad altri fattori.
Le accuse agli indagati
L'inchiesta della Procura di Messina vede coinvolte diverse persone, alle quali vengono contestate, a vario titolo, le ipotesi di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.