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Le indagini

Crollo di Messina, c’è l’ipotesi del cemento depotenziato

Trovati resti della quinta vittima, badante ancora disperso

11 Settembre 2026, 01:28

01:30

La tragedia di Pistunina: il boato, poi il collasso, cosa è successo davvero in via Giorgio La Pira

Dopo il crollo di una palazzina alla Pistunina, i carabinieri stanno anche approfondendo la pista del cemento depotenziato. Alcune immagini mostrano i pilastri con ferri quasi del tutto spogli. E inchieste precedenti avevano svelato come in tutta la zona fosse stato costruito così, con i calcestruzzi dei Pellegrino.

Non c'è però ancora traccia di Lairu Wharna-Kulasuriya, il badante di Rosa Leone. Lo strazio per la famiglia del cingalese si protrae ancora, e non si sa di quanto. Le macerie della palazzina crollata a Messina sono sotto sequestro, ammassate in un'area parcheggio accanto allo Stadio San Filippo e al 24° reparto artiglieria dell'esercito. Adesso si dovrà ancora scavare tra il materiale accumulato per trovare altri resti.

Quelli rintracciati dai Vigili del fuoco e consegnati ai medici legali sono stati analizzati tutti, non ne resta nessuno. Da quelli i medici, Elvira Ventura Spagnolo e Gennaro Baldino, hanno estratto quattro Dna consegnati al Ris di Messina e comparti dagli esperti del Ris con quello dei familiari: uno non era umano, si pensa fosse un gattino randagio, due erano delle sorelle Leone, Sara e Rosa, i cui corpi non erano stati trovati integri.

L'ultimo era di Santino Magazzù (nella foto), il marito di Rosa Leone. Sale dunque a cinque la conta delle vittime di Pistunina, mentre resta ancora un disperso. Le analisi hanno messo fine all'attesa della famiglia Leone, a cui sabato verranno restituiti i corpi dei loro cari per l'ultimo saluto. Intanto i periti nominati dalla Procura di Messina, guidata da Antonio D'Amato, gli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo hanno fatto un solo sopralluogo finora. Mentre procedono le analisi dei telefoni sequestrati.

Occhi puntati sullo scambio di messaggi tra Carmelo Leone, Alessandro Panarello, Pasquale D’Alì e Pietro Leone (tutti e tre indagati), riguardo a degli allarmi sulle crepe nei pilastri. Panarello stava facendo dei lavori di ammodernamento al piano di sotto per l’apertura di un supermercato Famila. D’Alì sarebbe stato incaricato da Carmelo Leone di controllare le crepe segnalate da Panarello. Indagato è anche Pietro Leone, parente delle vittime, e l’ingegnere che ha progettato la palazzina.