Le indagini
Crollo di Pistunina, nel registro degli indagati l'ingegnere che collaudò l'edificio nel 1992
C'è un quarto indagato, si allargano le verifiche della procura che indaga anche sull'utilizzo di cemento depotenziato nella realizzazione dell'edificio nel '92
Si allarga il campo delle indagini sul crollo della palazzina di Pistunina.
Nel registro degli indagati è stato infatti inserito l'ingegnere Francesco Colonna, di 91 anni. Fu lui a collaudare l'edificio nel 1992.
La Procura di Antonio D'Amato sta dunque andando alle origine, quando la palazzina fu costruita, per capire cos'è successo esattamente, ovvero perché la palazzina è implosa su se stessa in quel modo, risucchiando sei vite. Ma potevano essere molte di più.
Al pian terreno erano in corso dei lavori di ammodernamento per l'apertura imminente di un supermercato. Per questo da subito nel registro degli indagati sono comparsi l'imprenditore, Alessandro Panarello, e Pasquale D'Alì, presenti entrambi quel giorno a Pistunina.
Una delle ipotesi è, infatti, che gli operai, al lavoro per riammodernare, abbiano danneggiato strutture portanti.
Sin da subito, tuttavia, nel registro degli indagati era apparso il nome dell'ingegnere che ha progettato la palazzina, Pietro Leone, parente dei propritari, rimasti vittime nel crollo.
E come già scritto da La Sicilia, nel mirino delle indagini ci sarebbero anche dei lavori fatti in precedenza.
Di certo, adesso, con l'iscrizione nel registro degli indagati di Colonna, è chiaro che gli inuirenti vogliano capire come è stato realizzato l'edificio. Una delle piste seguite dai Carabinieri è anche quella del cemento depotenziato, usato in larga parte per edificare nella zona sud, negli anni '90.
Colonna avrebbe detto sì al collaudo di cemento impoverito?
Per avere risposte bisognerà ancora attendere.
Intanto oggi è stato prelevato altro materiale dalle macerie accumilato nel parcheggio del San Filippo, e verranno analizzate per capire la qualità dei materiali usati.