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Capizzi, la proposta dei Frasconà alla famiglia di Giuseppe Di Dio: «Pronti a donare tutto»

Gli immobili per risarcire la famiglia del sedicenne ucciso per errore davanti il Bar del paesino del Messinese. Il processo in Corte d'Assise a Caltanissetta

28 Settembre 2026, 20:52

21:00

Capizzi, la proposta dei Frasconà alla famiglia di Giuseppe Di Dio: «Pronti a donare tutto»

C’ē una proposta risarcitoria per la famiglia di Giuseppe Di Dio, il sedicenne di Capizzi ucciso il 1 novembre scorso davanti a un bar di via Roma. Ad avanzarla, secondo quanto trapelato a pochi giorni dalla prima udienza del processo che si aprirà venerdì mattina in Corte d’Assise a Caltanissetta, gli imputati Antonino Frasconà Filaro ed il figlio Giacomo.

I due sarebbero intenzionati a donare alla famiglia della vittima tutti gli immobili di loro proprietà ovvero la casa in cui vive la famiglia e alcuni terreni a Capizzi.

I due imputati sono rappresentati dall’avvocato Antonio Impellizzeri e si attenderebbe adesso la decisione della famiglia dopo che la richiesta sarebbe stata formalizzata da un ufficiale giudiziario del tribunale di Enna.

La proposta che si colloca esclusivamente sul piano risarcitorio non sostituisce quindi in alcun modo, l'accertamento delle responsabilità penali, che andranno ad essere discusse e giudicate in aula. Imputato nel processo al via venerdì, si ricorda è anche l’altro figlio di Antonino Frasconá Filaro, Mario.

Sul versante strettamente penale, la difesa sta lavorando alla valutazione di un elemento di natura medico-neurologica per Giacomo Frasconà Filaro. Il neurologo Salvatore Bruno di Enna, dopo una visita in carcere avrebbe ipotizzato una possibile correlazione tra i comportamenti e gli effetti di un importante trauma cranico riportato in età giovanile a seguito di un grave incidente in bicicletta.

Un’ipotesi che nel farsi strada ha portato la difesa a chiedere l'autorizzazione ad effettuare un elettroencefalogramma, per cercare di acquisire ulteriori elementi proprio sul piano neurologico. Per queste ragioni con l’apertura del dibattimento ormai alle porte, il difensore Antonio Impellizzeri ha chiesto un confronto con il pubblico ministero Salvatore Interlandi, per anticipare la strategia di difesa, per ragioni di contraddittorio, mentre la lista testimoni depositata dalla difesa include una quarantina di persone.