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l'inchiesta

Giallo sulla morte di Jasmine, la specializzanda di Palermo: sequestrati farmaci, droghe e telefoni

La Procura mette sotto esame la versione del compagno indagato e attende l'esito dell'esame autoptico al Policlinico di Messina per chiarire le cause del decesso della 31enne

03 Ottobre 2026, 17:30

17:40

 Giallo sulla morte di Jasmine, la specializzanda di Palermo: sequestrati farmaci, droghe e telefoni

Resta da chiarire la morte di Jasmine Chouwdhury, 31 anni, medica palermitana in specializzazione all’Università di Messina, trovata senza vita nella sua abitazione di via Catili a Barcellona Pozzo di Gotto. Il decesso è al centro di un’indagine complessa coordinata dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto e affidata ai Carabinieri. A dare l’allarme è stato il compagno della donna, A. G., 29 anni, originario di Brindisi, conosciuto dalla vittima circa un mese fa attraverso i social network.

La chiamata al 118 è arrivata intorno alle 18:00; intervenuti sul posto, i sanitari hanno potuto soltanto constatare la morte della trentunenne. Nel corso dei rilievi, i militari dell’Arma hanno sequestrato diversi flaconcini di farmaci, tra cui morfina, midazolam e levometadone/metadone. Sono stati inoltre acquisiti i telefoni cellulari della coppia e il piano terapeutico dell’uomo. Ascoltato dagli inquirenti alla presenza del suo legale, il ventinovenne ha dichiarato di essere seguito da un servizio per le dipendenze e di assumere metadone; ha inoltre sostenuto che la compagna avrebbe fatto uso di sostanze oppioidi, citando anche il fentanyl.

Per consentire gli accertamenti irripetibili e garantire la facoltà di difesa, la Procura ha iscritto Gnoni nel registro degli indagati. Le ipotesi investigative al vaglio riguardano la presunta cessione di sostanze stupefacenti e la morte come conseguenza di altro reato. È stata disposta l’autopsia al Policlinico di Messina, insieme ad approfondite analisi tossicologiche. Le indagini proseguono.