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Monk Jazz Club, dieci anni di musica: parte la decima stagione

Il 2026 si apre con il quartetto di Roberto Gatto e un ricco calendario di concerti fino ad aprile a Palazzo Scammacca del Murgo

Redazione La Sicilia

08 Gennaio 2026, 17:34

Il direttore artistico Dino Rubino

Il direttore artistico Dino Rubino

Dieci anni di musica, incontri e jazz vissuto dal vivo. Il Monk Jazz Club di Catania festeggia il suo decimo anniversario e inaugura il 2026 con una nuova stagione che conferma la sua centralità nel panorama musicale siciliano e nazionale. A dare il via al cartellone sarà, il 9 e 10 gennaio, il quartetto del batterista romano Roberto Gatto, protagonista dei primi tre live ospitati sul palco di Palazzo Scammacca del Murgo, sede storica del club catanese.

Con questo appuntamento l’associazione culturale Algos apre ufficialmente la decima stagione musicale del Monk Jazz Club, una realtà nata nel 2017 e cresciuta anno dopo anno fino a diventare il punto di riferimento del jazz nella Sicilia orientale. «Dal 2017 a oggi, ogni anno una nuova stagione ricca come sempre», sottolinea il direttore artistico Dino Rubino, che guida il progetto insieme a Nello Toscano, Giuseppe Privitera e Francesca Santangelo.

Il Monk Jazz Club propone anche per il 2026 la formula che lo ha reso riconoscibile: tre concerti per ogni artista – il venerdì alle 21.30 e il sabato alle 19 e alle 21.30 – offrendo al pubblico più occasioni di ascolto, in linea con il pensiero dell’umorista americano Don Herold, secondo cui il jazz “va ascoltato almeno due volte”. Il Monk, da sempre, aggiunge anche una terza possibilità.

Ad aprire la stagione sarà dunque Roberto Gatto, affiancato da Alfonso Santimone al pianoforte, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Alessandro Presti alla tromba, uno dei musicisti più apprezzati della scena jazz italiana contemporanea. «Roberto è stato già diverse volte nostro ospite – racconta Rubino –. L’ultima nell’estate 2024 al cortile Platamone, con un progetto dedicato a Tony Williams».

Venerdì 23 e sabato 24 gennaio torna sul palco del Monk il sassofonista e flautista lentinese Carlo Cattano con il progetto “Rituals”, tratto dall’omonimo album pubblicato la scorsa estate. In quintetto con lui ci saranno Tony Cattano al trombone, Emanuele Parrini al violino, Cristiano Nuovo al contrabbasso e Antonio Moncada alla batteria. «Carlo è un musicista straordinario e un insegnante fondamentale per il jazz siciliano – afferma Rubino –. Ha formato generazioni di talenti, da Francesco Cafiso ai gemelli Cutello. E con lui torna Antonio Moncada, batterista storico del free jazz».

Il 13 e 14 febbraio sarà la volta del quartetto siculo-iberico del contrabbassista Giuseppe Campisi, originario di Palagonia, con i catalani Oriol Vallés alla tromba e Joan Casares alla batteria, e il sassofonista ennese Jossy Botte. «Amiamo dare spazio ai musicisti siciliani con progetti solidi – spiega Rubino –. Jossy è un talento cresciuto anche all’estero, mentre Campisi è ormai una presenza importante nella scena jazz spagnola».

Il 27 e 28 febbraio l’incontro tra Sardegna e Sicilia prenderà forma nel trio del vibrafonista Jordan Corda, affiancato dal contrabbassista catanese Carmelo Venuto e dal batterista ennese Emanuele Primavera. «Ho ascoltato Corda dal vivo al festival Time in Jazz di Paolo Fresu e ne ho subito apprezzato l’originalità», racconta Rubino.

Tre gli appuntamenti in programma a marzo. Martedì 10 marzo arriva il trio statunitense LoJo Watts, formato da Logan Richardson al sax tenore, Joe Sanders al basso e Jeff “Tain” Watts alla batteria. «Un trio di autentici fuoriclasse”, commenta Rubino, ricordando le collaborazioni di Watts con Wynton e Branford Marsalis.

Venerdì 13 e sabato 14 marzo sarà invece protagonista il duo composto dalla cantante israeliana Sivan Arbel e dal pianista italiano Andrea Goretti, che presenteranno “Bazrima”, album di prossima uscita ispirato alla musica indiana e alla frenesia della vita moderna.

Il 27 e 28 marzo salirà sul palco del Monk il sassofonista tenore Max Ionata, in quartetto con Dino Rubino al pianoforte e flicorno, Marco Bardoscia al contrabbasso e Peppe Tringali alla batteria. «Max è uno dei maggiori interpreti italiani della tradizione del sax tenore americano», sottolinea Rubino.

Ad aprile, il 10 e 11, torna un amico del Monk: il sassofonista soprano siracusano Rino Cirinnà con il progetto “Sketches of Islands”, commissionato da Paolo Fresu per “Insulae Lab”. Con lui Seby Burgio al pianoforte ed elettronica, Marco Zenini al basso elettrico e Francesco De Rubeis alla batteria. Un progetto che ha già attraversato l’Europa ed è arrivato anche a Kiev, con Fresu special guest.

Chiudono il cartellone di inizio 2026, il 23 e 24 aprile, i concerti del quartetto del clarinettista fiorentino Nico Gori, insieme a Dino Rubino, Nello Toscano e Joe Santoro. «Con Nico non si sa mai che musica nascerà – sorride Rubino – ed è proprio questo il bello».

Accanto al cartellone principale, il Monk Jazz Club conferma anche per il 2026 appuntamenti speciali e serate dedicate alle jam session. Dal 28 giugno prenderà inoltre il via la settima edizione di “Jazz in vigna” a Santa Venerina, che si aprirà con il trombettista Paolo Fresu in quartetto con Dino Rubino, Marco Bardoscia e Stefano Bagnoli.

Il Monk Jazz Club continua così a celebrare dieci anni di jazz, visione e passione, guardando al futuro senza dimenticare le proprie radici.