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Società

Colpo di scena a Ragusa, Ibla Buskers si ferma per un turno

Gli organizzatori: "Siamo felici, ma stremati. Abbiamo bisogno di una pausa"

27 Luglio 2026, 17:23

17:33

Colpo di scena a Ragusa, Ibla Buskers si ferma per un turno

Ibla Buskers, pausa per la storica rassegna: l’edizione 2026 non si farà. Edrisi annuncia uno stop per ripensare il futuro. Dopo tre decenni di spettacoli, emozioni e migliaia di artisti provenienti da ogni parte del mondo, il festival di arti di strada Ibla Buskers si ferma, temporaneamente. L’associazione Edrisi, che cura l’organizzazione, ha comunicato che la trentunesima edizione, prevista per il 2026, non avrà luogo. La decisione è stata spiegata in una lunga lettera aperta al pubblico: non un addio, ma una pausa necessaria per ridisegnare il percorso di una delle manifestazioni di teatro di strada più longeve e stimate del Paese. “L’anno passato Ibla Buskers ha celebrato il 30esimo anniversario”, scrivono gli organizzatori, ricordando una storia che ha attraversato mutamenti sociali e culturali, consolidando nel tempo un profilo internazionale.

Nel corso dei decenni, la kermesse ha affiancato al teatro di strada l’emergente circo contemporaneo, legando la propria tenuta alla capacità di rinnovarsi e di intercettare l’evoluzione del pubblico, sempre più competente e quindi esigente. Pur lontano dai budget italiani dedicati a manifestazioni storiche che coinvolgono decine di migliaia di spettatori e anni luce dai budget europei, Ibla Buskers ha trasformato la precarietà in cifra distintiva, producendo progetti speciali e spettacoli di grande formato per allargare le platee. Il pubblico, sottolineano, ha accettato tutte le sfide proposte dalla direzione artistica e ha risposto sempre con entusiasmo ed energia vitalizzante, anche nei momenti più complessi, quando il festival “decise di fare le valigie alla ricerca di una identità perduta”. Il bilancio è imponente: Trent’anni e più di 500 compagnie da tutto il pianeta. Un patrimonio condiviso con generazioni di spettatori: “Di quando venivate a Ibla con i vostri genitori e adesso siete lì con i figli, qualcuno con i nipoti.” La scelta dello stop, spiegano, nasce dalla necessità di ritrovare energie e visione: “Siamo stremati. Felici, ma stanchi. Abbiamo bisogno di una pausa, per capire le nuove direzioni, per tirare a secco il nostro vascello e rifare lo scafo, le alberature, cucire nuove vele. Nessuno potrà farci cambiare idea. Per tornare a navigare nelle alte acque dell’arte dobbiamo riorganizzarci, trovare nuove energie, motivazioni, ragioni di esistere.” Gli organizzatori assicurano che il rapporto con il pubblico resterà saldo e annunciano novità a breve: “Ci vediamo presto: se avete voglia presto vi diremo come potrete aiutarci, raggiungerci, unirvi a noi, per tornare a navigare altri 30 anni insieme.”