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Stretto di messina

Il direttore tecnico del progetto Ponte passa ad Anas in un momento chiave per l'opera: tra nuova delibera Cipess e prescrizioni

La società annuncia l'addio concordato e si dice pronta a presentare la nuova delibera dopo la bocciatura della Corte dei Conti. Nel frattempo due organi di controllo hanno dato parere positivo ma con molte osservazioni

26 Settembre 2026, 12:02

12:10

Ponte sullo Stretto, l'ing. Mele: «Ecco perché la mega struttura sarà un’opera sicura»

Dal prossimo primo ottobre il direttore tecnico della Stretto di Messina, Valerio Mele, passa ad Anas. «Assumerà l'incarco di Chief Operating Officer alle dirette dipendenze dell'Amministratore delegato di Anas, ruolo di massimo vertice tecnico dell'azienda", fa sapere la società Stretto di Messina in un comunicato, spiegando che negli ultimi tre anni Mele "ha acquisito una grande esperienza maturata nella gestione del progetto del ponte sullo Stretto».

Il nuovo incarico coincide con l'avvio nei prossimi giorni dell'istruttoria presso il Cipess, con la quale, sottolinea ancora la nota, si aprirà una nuova fase per lo sviluppo del progetto. «Il nuovo incarico in Anas è stato deciso e condiviso da tempo e la Stretto di Messina ha già acquisito le risorse tecniche necessarie per la realizzazione del ponte che ha recentemente ottenuto il parere favorevole da parte dell'Autorità di regolazione dei trasporti e del Consiglio superiore dei lavori pubblici», concludono la nota.

Al di là del comunicato della Stretto di Messina, con Mele se ne va una delle figure tecniche chiave del progetto Ponte in un momento importante nell'istruttoria. La società si dice pronta a presentare al Cipess una nuova delibera, dopo che la prima era stata bocciata dalla Corte dei Conti. I magistrati contabili, tra le altre cose, avevano sollevato il mancato passaggio del progetto dal Consiglio dei lavori pubblici. Cosa che nei mesi scorsi è stata fatta e adesso bisogna fare i conti con quanto il Consiglio ha ordinato: l'organo tecnico ha sì dato parere favorevole all'unanimità, ma ha anche messo nero su bianco 361 prescrizioni vincolanti. Di queste, in 166 si chiedono nuove importanti indagini, studi e analisi non effettuate fino a ora e da ottemperare prima di qualsiasi attività di sviluppo del progetto esecutivo. 

Nei giorni scorsi l'associazione "Invece del Ponte" ha fatto il punto, ospitando anche l'ingegnere Mario De Miranda, progettista di vari ponti in giro per il mondo che da tempo solleva criticità e dubbi tecnici sulla mega opera. Secondo De Miranda, le richieste di approfondimento del Consiglio dei lavori pubblici toccano aspetti strutturali e di sicurezza imprescindibili: dalle analisi geologiche e sismiche sulla presenza di faglie attive alla stabilità aerodinamica di torri, cavi e impalcato, passando per la resistenza delle fondazioni, la qualità degli acciai e la sicurezza della circolazione stradale e ferroviaria in caso di vento forte. Le verifiche richieste potrebbero portare ad «aumenti significativi di costi e dimensioni dell'opera e, insieme ai risultati delle nuove indagini, alla dimostrazione della sua non fattibilità». 

Anche il via libera da parte dell'Autorità per la regolazione dei trasporti si porta dietro delle osservazioni e dei "vedremo" per quanto riguarda la sostenibilità economica. In particolare sui futuri pedaggi il presidente dell'Art Nicola Zaccheo martedì scorso ha affermato che «la definizione di un sistema tariffario specifico per la fase di esercizio potrà essere valutata solo in prossimità dell'entrata in operatività dell'opera, quando saranno maggiormente definiti i costi effettivi, i volumi di traffico, l'assetto delle componenti infrastrutturali stradali e ferroviarie e gli investimenti complementari». L'Autorità considera il piano «adeguato all'attuale stato di impostazione e avvio del progetto», ma invita a implementare «un sistema di monitoraggio strutturato e continuativo per verificare nel tempo la sostenibilità economico-finanziaria del progetto nel suo insieme e la corretta allocazione dei rischi tra i soggetti coinvolti, al fine di intercettare tempestivamente eventuali scostamenti rispetto alle previsioni iniziali e consentire l'adozione delle necessarie misure correttive, in un'ottica di trasparenza e tutela dell'equilibrio complessivo della concessione». 

Ecco perché, mentre We Build - la società che dovrà costruire il Ponte dopo la riesumazione del vecchio contratto del 2011 - cerca già tecnici e operai con annunci sul web, con la nuova delibera Cipess si apre in realtà una fase molto delicata per la mega opera.