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La strage di Capodanno

L'inferno di Crans-Montana: il locale una trappola per giovanissimi. La testimonianza di un 13enne

Il dolore delle famiglie italiane per quanto avvenuto nel locale "Le Constellation" nella cittadina Svizzera. Soccorsi anche dall'Italia. Gli aggiornamenti del ministro Tajani, ora sul posto

Redazione La Sicilia

02 Gennaio 2026, 12:10

12:13

L'inferno di Crans-Montana: il locale una trappola per giovanissimi. La testimonianza di un 13enne

È l’angoscia a dominare le ore successive alla terribile strage di Capodanno avvenuta al Le Constellation di Crans-Montana. Mentre si cerca di dare un nome e un volto a tutte le vittime, emerge un dettaglio inquietante: ad affollare il locale quella notte erano anche pre-adolescenti. Ufficialmente, il club svizzero accettava l’ingresso ai sedicenni, rendendolo una meta ambita per gli adolescenti che non potevano accedere alle discoteche riservate ai maggiorenni. Tuttavia, la realtà raccontata dai frequentatori abituali dipinge un quadro diverso e preoccupante.

A svelarlo è un ragazzino di appena tredici anni, intervistato dall’emittente Bfm Tv. Assiduo frequentatore del locale, il giovane ha spiegato con disarmante onestà le dinamiche dell'ingresso: «La gran parte delle discoteche accetta solo maggiorenni e Le Constellation era l’unico locale in cui si poteva andare a 16 anni». Ma la regola, a quanto pare, era flessibile. «Di solito non c'erano solo sedicenni - continua il testimone - ma anche ragazzini più giovani che dicevano "tanto non controllano". Per questo la mia paura è che nel bilancio finale delle vittime ci saranno molti minorenni».

In questo scenario si intrecciano le storie degli italiani coinvolti. Dopo la conferma della morte del giovanissimo campione di golf Emanuel Galeppini, ci sono quelle di chi ce l'ha fatta, pur portando sul corpo i segni delle ustioni. Tra i sopravvissuti c'è Manfredi, 16 anni, ora ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano. Suo padre, Umberto Marcucci, era a Crans quella notte e si è precipitato tra le fiamme per salvare il figlio. «Mio figlio sta male, però sta bene perché è vivo e questa è la cosa più importante per noi», ha dichiarato Marcucci fuori dal blocco ospedaliero, con la voce di chi ha visto l'inferno in faccia. Manfredi ha ustioni sul 30-40% del corpo: braccia, schiena, capelli. «È stato colpito dalle fiamme mentre scappava dal locale. Ci ho parlato mentre lo soccorrevo insieme ad altre due persone che ho portato giù in ospedale a Sion». Il racconto del padre conferma la velocità spaventosa del rogo: «Mi ha detto che a un certo punto qualcuno ha urlato 'fuoco' nella zona del bar. Da lì il fuoco si è diramato in una maniera impressionante».

Tra i feriti c'è anche Gregory Esposito, 19 anni, residente a Milano ma con radici a Baveno, sul lago Maggiore. Il sindaco Alessandro Monti ha confermato che il giovane si trova in terapia intensiva a Berna, in condizioni stabili, esprimendo vicinanza alla famiglia colpita da questa "immane tragedia". Diversa la sorte, fortunatamente meno grave, per Alessandra Galli De Min, 55enne originaria di Belluno e residente a Ginevra. Quella sera aveva accompagnato i suoi tre figli adolescenti alla festa. Allo scoppio dell'incendio, i ragazzi sono riusciti a mettersi in salvo restando illesi, mentre lei ha riportato ustioni a mani e volto. Ricoverata a Zurigo, non è in pericolo di vita, come confermato dal presidente dell’associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona: «Siamo felici che Alessandra stia bene. È la nostra rappresentante a Ginevra, è una di noi a tutti gli effetti».

Ma per quale motivo le fiamme hanno divorato tutto così velocemente? Oltre ai video circolati nelle scorse ore, che mostrano la probabile origine da delle semplici fiaccole utilizzate per i festeggiamenti, la risposta arriva dagli esperti, che parlano di "innesco generalizzato". Olivier Burnier, direttore della società Fire Safety & Engineering, ha spiegato al tg di Rts che si tratta di un fenomeno termico tipico degli spazi chiusi. «L'incendio cresce molto rapidamente e si possono raggiungere temperature intorno ai 500-700 gradi. Intorno ai 500 gradi si verifica questa conflagrazione generalizzata: tutti i materiali combustibili bruciano molto rapidamente, producendo una vera e propria palla di fuoco». Una dinamica letale, simile a quella vista in altre tragedie recenti in locali notturni, dall'India alla Macedonia del Nord.

Sul fronte istituzionale, l'incertezza è ancora alta. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in collegamento da Sion con Radio 1, ha fornito gli ultimi aggiornamenti drammatici: «Ci sono tra i feriti cinque non identificati: si tratta di quattro ragazzi e di una ragazza». La speranza, tenue ma tenace, è che tra questi possano esserci gli italiani che mancano all'appello, ma «questo non lo sappiamo», ha ammesso il Ministro, assicurando il massimo sostegno alle famiglie. In segno di rispetto, la Srf ha cancellato gli Sports Awards previsti a Zurigo.

Mentre la macchina dei soccorsi istituzionale lavora a pieno regime - con due team italiani della Protezione Civile e sanitari giunti a Crans Montana su attivazione del meccanismo europeo, pronti anche al trasferimento dei pazienti in Italia - la società civile si organizza. Le autorità cantonesi hanno attivato una Helpline (0848 112 117), ma è sul web che corre la solidarietà più disperata. Sono nati gruppi WhatsApp e profili Instagram come "Crans-Montana avis de recherche", account temporanei con un unico, straziante scopo: raccogliere avvisi di scomparsa e condividere informazioni, nel tentativo di ritrovare chi ancora non risponde al telefono dopo quella tragica notte di festa finita nel sangue.