La tentata strage
Modena, nei device di Salim El Koudri nessun segno di radicalizzazione
Si rafforza l'ipotesi che abbiano avuto un ruolo i problemi mentali del 31enne: avrebbe interrotto le cure
L'ipotesi dell'atto terroristico sembra esclusa. E del resto, anche la Procura di Modena aveva avviato l'indagine con l'ipotesi di tentata strage. Allo stato, nel corso delle prime analisi svolte sui device sequestrati a Salim El Koudri, il 31enne che ieri a Modena ha travolto diversi passanti, non emergerebbero elementi che facciano pensare a percorsi di radicalizzazione o legami con gruppi jihadisti. È quanto si apprende da fonti investigative. L'ipotesi prevalente, al momento, resta dunque quella di un gesto riconducibile ai problemi mentali di cui l'uomo soffre e di cui è stato in cura.
Meta, la società che controlla i social Facebook, Instagram e Whatsapp, ha cancellato i post di Salim El Koudri, ma non perché fossero di contenuto jihadista, a quanto si apprende. Alcuni avevano contenuti sessuali, altri erano comunque inappropriati rispetto alla policy dell’azienda che li ha quindi eliminati.
Salim El Koudri è residente a Ravarino nel Modenese dal 2000. Lo rende noto la stessa sindaca Maurizia Rebecchi, in una nota in cui esprime vicinanza ai feriti e alle loro famiglie. «Sappiamo - aggiunge - che è stato seguito da un Centro di salute mentale e che, successivamente, ha interrotto quel percorso. Sarà compito esclusivo dell’indagine ricostruire l’intero quadro. È un atto gravissimo e come tale va trattato. Sono in corso le indagini della Procura di Modena, che dovranno accertare per intero i contorni della vicenda. In queste ore il nostro pensiero più forte va alle persone ferite, alla loro salute e alle loro famiglie. È attorno a loro che si stringe tutta la comunità di Ravarino».
Secondo quanto riferito dal tabaccaio di Ravarino, El Koudri passava ogni giorno in tabaccheria a prendere dei gratta e vinci da un euro e dei sigarini più economici, «fissava il muro dei gratta e vinci per dieci minuti prima di scegliere, sbatteva le porte. Un personaggio un pò inquietante». «L'ho riconosciuto dall’auto - dice alla TgR dell’Emilia-Romagna - Parcheggiava sempre chiudendo il passaggio alle persone. Era incurante di tutti». «Abbiamo usato anche le maniere forti per dirgli di non disturbare le ragazze che ci sono al mattino», conclude.
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