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il memorandum

Meno uranio, più petrolio: il nuovo asse tra Washington e Teheran

Dallo sblocco di 25 miliardi di dollari alla riapertura di Hormuz, fino allo stop al nucleare armato. Ecco tutte le clausole previste dalla bozza che farà da ponte per l'intesa finale

14 Giugno 2026, 19:37

19:40

Meno uranio, più petrolio: il nuovo asse tra Washington e Teheran

L’attesa è per la firma ufficiale che aprirà la seconda fase dei negoziati, ma i contorni della storica intesa tra Stati Uniti e Iran appaiono già definiti.

Secondo indiscrezioni riportate da Reuters, che cita un alto funzionario iraniano, la bozza finale del "memorandum di Islamabad" stabilisce i parametri per la normalizzazione dei rapporti e la de-escalation nel Golfo Persico.

L’accordo si regge su tre pilastri: sicurezza delle rotte marittime, congelamento del programma nucleare e rilancio economico.

Il capitolo nucleare. Teheran si impegnerebbe formalmente a non produrre né acquisire armi atomiche. In attesa di un’intesa definitiva e complessiva, l’Iran manterrà congelato l’attuale stato del proprio programma, rinunciando a nuovi arricchimenti dell’uranio e all’ampliamento degli impianti. Come contropartita immediata, Washington consentirà la diluzione delle scorte nazionali di uranio altamente arricchito.

Riapertura di Hormuz e fine del blocco navale. L’impatto sul commercio globale sarebbe rapido e tangibile: con il memorandum, l’Iran riaprirà da subito lo Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali. In parallelo, gli Stati Uniti avvieranno la revoca del blocco navale sui porti iraniani, un processo che scatterà subito dopo la firma e dovrà concludersi entro 30 giorni.

Petrolio, sanzioni e 25 miliardi sbloccati. Il versante economico è il motore dell’intesa. Washington si impegna a non varare nuove sanzioni e a sospendere quelle sul petrolio, consentendo a Teheran di tornare a esportare greggio e a incassare risorse vitali. La principale iniezione di liquidità arriverà dallo sblocco di 25 miliardi di dollari di beni iraniani finora congelati, tramite trasferimenti diretti, linee di credito e cooperazione con i Paesi della regione. Inoltre, gli Stati Uniti, insieme agli alleati, predisporranno un piano di ricostruzione e sviluppo per l’Iran.

I prossimi passi. Una volta sottoscritto, il memorandum agirà da accordo-ponte: le parti avranno 60 giorni per negoziare e definire i dettagli di un’intesa finale su tutti i dossier aperti, dalla gestione delle scorte di uranio al calendario per la revoca definitiva delle sanzioni ONU e statunitensi.