×

LA POLEMICA

Migranti, il ministro spagnolo Albares attacca l'Italia: «Non è all'altezza». Bufera Ceuta-Lampedusa

Torna al centro del dibattito europeo la gestione dei flussi migratori. Von der Leyen scrive a Sánchez, il Viminale rivendica il calo degli sbarchi

03 Agosto 2026, 16:46

Migranti, il ministro spagnolo Albares attacca l'Italia: «Non è all'altezza». Bufera Ceuta-Lampedusa

Torna al centro del dibattito europeo la gestione dei flussi migratori, dopo che il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha puntato il dito contro l'Italia per la crisi di Ceuta. In un'intervista a Tve, alla vigilia della riunione dei ministri dell'Interno Ue, Albares ha parlato di governi che "non sono stati all'altezza" della solidarietà europea richiesta dalla vicenda, indicando esplicitamente Roma tra questi. Il ministro ha anche ribattuto alle critiche italiane ricordando le "crisi ripetitive" di Lampedusa, sostenendo che la Spagna sarebbe sempre stata solidale "politicamente e con i fatti" e che lo stesso trattamento dovrebbe valere per lei da parte dei partner europei.

Una lettura diversa arriva da Mario Morcone, ex capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, che per anni ha seguito da vicino l'emergenza sbarchi a Lampedusa negli anni della Primavera Araba. Interpellato dall'Adnkronos, Morcone ha ricordato che l'Italia gestì l'arrivo di decine di migliaia di persone sull'isola «in maniera compatibile con le nostre possibilità» e nel rispetto dei diritti, paragonando quella vicenda all'accoglienza di un milione di siriani decisa allora dalla Germania di Angela Merkel. Secondo l'ex prefetto, il caso Ceuta sarebbe oggi vittima di una strumentalizzazione politica che alimenterebbe un'«ossessione dell'invasione che non c'è», più legata a dinamiche di consenso interno — italiano e spagnolo — che alla realtà dei numeri.

Sul piano istituzionale, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha scritto al premier spagnolo Pedro Sánchez ribadendo che la migrazione "è una sfida europea che richiede una risposta europea" basata sulla solidarietà tra Stati membri. Von der Leyen ha indicato cinque aree di intervento — dalla cooperazione con i Paesi terzi al rafforzamento delle frontiere esterne, dai sistemi di allerta al contrasto ai trafficanti fino ai rimpatri — sottolineando che negli ultimi due anni gli arrivi irregolari nell'Unione sarebbero scesi del 55%, e del 37% nel solo 2026.

Sul fronte italiano, fonti del Viminale hanno rivendicato un calo degli sbarchi irregolari del 55% rispetto allo scorso anno e del 82% rispetto al 2023, primo anno del governo Meloni, attribuendo il risultato alle politiche dell'esecutivo. Le stesse fonti hanno smentito una situazione di emergenza a Lampedusa, indicando la presenza di 98 migranti sull'isola al momento.

Un capitolo, quello degli sbarchi, che per la Sicilia - e per Lampedusa in particolare - resta una ferita mai del tutto rimarginata: l'isola siciliana, negli anni, è tornata più volte al centro delle cronache internazionali proprio per le ondate di arrivi richiamate da Albares, e ogni nuova polemica europea sulla redistribuzione dei migranti finisce inevitabilmente per intrecciarsi con la realtà quotidiana del più piccolo avamposto italiano nel Mediterraneo.