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Francia, benzina su un preside a Marsiglia: la protesta dei liceali sfugge al controllo e diventa guerriglia
Scontri e fiamme davanti agli istituti francesi mentre la rabbia per la carenza di personale lascia il posto alle violenze di piazza
L’ondata di mobilitazione dei liceali francesi, nata per denunciare classi svuotate e tagli al personale, ha toccato il suo apice di violenza a Marsiglia, dove il dirigente del liceo Victor-Hugo è stato vittima di una grave aggressione all’esterno dell’istituto il 1° ottobre 2026.
VIDEO - Blocus des lycées : les images du camion du bataillon des marins-pompiers de Marseille pillé et incendié par des jeunes.
— Le Figaro (@Le_Figaro) October 1, 2026
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La Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha riferito che il preside e alcuni dipendenti sarebbero stati cosparsi di benzina, prima che l’intervento dei soccorsi scongiurasse conseguenze ancora più drammatiche. La Procura di Marsiglia ha confermato l’attacco e il ferimento del dirigente, aprendo un’inchiesta per chiarire la dinamica dei fatti.
L’episodio non è rimasto isolato. Sempre nel capoluogo provenzale, davanti al liceo Saint-Exupéry (da non confondere con l’omonimo istituto della periferia parigina), centinaia di giovani hanno circondato un mezzo dei vigili del fuoco accorso per spegnere alcuni roghi: i pompieri sono stati costretti ad abbandonare il veicolo, poi dato alle fiamme. Scene analoghe a Nantes, dove un incendio scoppiato al liceo Nelson-Mandela ha imposto l’evacuazione immediata dell’edificio senza provocare feriti, e, nei giorni precedenti, a Lille e Rennes tra lanci di pietre, cassonetti incendiati e uso di lacrimogeni. La protesta era divampata a metà settembre al liceo Saint-Exupéry di Créteil, nel Val-de-Marne, di fronte a una cronica carenza di docenti, personale sanitario e assistenti per studenti con disabilità.
Sospinta dalla cassa di risonanza dei social — in particolare TikTok, Snapchat e Instagram — la pratica dei blocchi si è propagata rapidamente in tutta la Francia, coinvolgendo oltre 400 istituti con livelli diversi di perturbazione e sospensione delle attività didattiche. Un malessere che affonda in criticità strutturali: secondo i dati della DEPP, nell’anno scolastico precedente quasi il 10% delle ore previste non è stato svolto per assenze non sostituite e chiusure.
Di fronte all’escalation, il governo ha attivato una cellula di crisi. Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha convocato sindacati, associazioni dei genitori e rappresentanti studenteschi per venerdì 2 ottobre, mentre nell’accademia di Aix-Marseille oltre quaranta scuole sono passate temporaneamente alla didattica a distanza per tutelare l’incolumità di alunni e personale. Sul piano politico lo scontro resta acceso: da Matignon arrivano accuse a La France insoumise e alle frange dell’ultrasinistra di alimentare la rivolta, mentre l’opposizione respinge ogni addebito e rivendica l’autonomia del movimento studentesco.