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Pogliese: «Strategie per il fotovoltaico, uno scudo per la filiera siciliana»

In cosa consiste l'emendamento approvato nella Finanziaria del governo Meloni per tutelare il settore dalla concorrenza sleale cinese

Francesca Aglieri Rinella

04 Gennaio 2026, 07:00

Salvo Pogliese, senatore FdI

Salvo Pogliese, senatore FdI

Contrastare la concorrenza sleale asiatica e soprattutto della Cina e tutelare la filiera del fotovoltaico che in Sicilia vanta eccellenze e in particolare Catania, dove lo stabilimento Enel Green Power rappresenta la più importante gigafactory d’Europa per la produzione di pannelli solari bifacciali di ultima generazione.

È il fulcro dell’emendamento proposto dal senatore Salvo Pogliese, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Industria, inserito dal Governo Meloni nella recente Manovra per sostenere il Made in Europe e, di riflesso, le eccellenze presenti anche sul territorio italiano, come la 3Sun.

L’obiettivo è quello di destinare gli incentivi pubblici, in particolare quelli previsti dal nuovo piano Transizione 5.0, a chi produce in Europa e sostenere quelle eccellenze che investono in ricerca, tecnologia e posti di lavoro qualificati.

Nello specifico la proposta punta a escludere dagli sgravi fiscali i pannelli di fascia A - quelli di minore efficienza, spesso assemblati in Europa da colossi extra Ue - per indirizzare le risorse verso l’alta tecnologia europea certificata, come i moduli di fascia B e C presenti nel registro Enea.

«Ricordo l’investimento da 500 milioni di euro e le 700 assunzioni 3Sun - dice Pogliese a La Sicilia - avviato durante la mia sindacatura - con una procedura burocratica-amministrativa record che ha determinato il risparmio di almeno un anno rispetto alla media precedente. Ma cosa stava accadendo? Che la concorrenza sleale cinese ha determinato che l’investimento rischiasse di essere parzialmente vanificato. L’emendamento ha lo scopo di favorire la produzione di pannelli fotovoltaici con celle europee, assicurando la competitività e la resilienza di filiere strategiche europee con un elevato grado di innovazione. In questo settore specifico, la concorrenza attuata da player extra Ue, facilitati da sussidi riconosciuti nei paesi di origine, rischia infatti di compromettere filiere produttive europee e nazionali caratterizzate da un elevato grado di innovazione e qualità, e con differenti costi di produzione. La proposta, inoltre, non determina maggiori costi, al contrario un considerevole risparmio, liberando quindi risorse da poter impiegare su altri interventi. La misura nella attuale formulazione costerebbe circa 500 milioni di euro. Restringendo l’ammissione al beneficio alle sole tipologie di pannelli con celle europee si avrebbe un risparmio di circa 180 milioni di euro, che avrebbero comunque sostenuto filiere produttive extra Ue. È facile immaginare che le imprese, dunque, andrebbero a scegliere quelli prodotti proprio a Catania. Con un effetto indiretto di stimolare l’acquisto dei pannelli di fascia B e C, all’interno del cui mercato Enel Green Power detiene circa il 20% di quota commerciale».

«Un impegno coerente per lo sviluppo della Sicilia - conclude Pogliese - a cui si aggiungono i 12,1 milioni di euro stanziati per il sisma bonus del terremoto del 2018 esteso anche ai nove comuni del Catanese. Così come il milione di euro per alcuni comuni siciliani e i 200mila euro per la ricostruzione della biblioteca della scuola Pizzigoni di Catania. Risposte immediate e concrete per il territorio di grande valenza simbolica».