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La polemica

L'Archivio di Stato resta a Riposto: Messina insorge contro lo scippo della memoria

La città in rivolta per lo spostamento a Riposto, 7.200 metri lineari di documenti e 10.000 volumi lontani dalla loro storia

11 Marzo 2026, 07:01

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L'Archivio di Stato resta a Riposto: Messina insorge contro lo scippo della memoria

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La battaglia per l’Archivio di Stato non si ferma. Nonostante il silenzio che sembra avvolgere la vicenda dopo il trasferimento della struttura nella nuova sede di via Dogali. Nei locali acquisiti di recente, 240 metri quadri, sono operativi solo gli uffici. La soluzione individuata dalla Soprintendenza archivistica della Sicilia, guidata da Gabriele Capone, arrivata al termine di un’indagine di mercato condotta su più proposte, continua a non piacere a intellettuali e storici messinesi. Il prezioso materiale - questo il punto cruciale - resta custodito in un magazzino a Riposto, gestito dalla società Sikelia. Messina ha subito uno scippo. Un danno alla memoria collettiva. Il fumettista Lelio Bonaccorso, in prima linea per la difesa del patrimonio storico, lancia un appello ai candidati sindaco. L’auspicio è quello di un confronto per ottenere un impegno concreto per il ritorno dei documenti in riva allo Stretto. Bonaccorso sta coinvolgendo il mondo della cultura ed anche scrittori, perché la vicenda possa ottenere la ribalta nazionale. Mantenere i riflettori accesi è l’obiettivo del comitato che ha promosso due manifestazioni di piazza - oltre 4 mila le firme raccolte con una petizione popolare - senza ottenere una risposta da parte delle istituzioni locali. Ad ottobre dello scorso anno, il sindaco, Federico Basile, aveva promesso l’impegno di Palazzo Zanca per l’individuazione di una soluzione che potesse scongiurare il trasferimento in provincia di Catania. Ma così non è stato. Nelle scorse settimane il Consiglio regionale dei beni culturali ha affrontato la questione avanzando alcune ipotesi. Tra le proposte c’è quella del trasferimento dei volumi in uno dei padiglioni dell’ex ospedale Margherita. Su questo punto ci sarebbe una apertura da parte dell’Assessore ai beni culturali, pronto a chiedere una relazione alla Soprintendenza. Avviato un confronto con il Ministero dei beni culturali. I tempi rischiano di essere lunghi. Il bando per la riqualificazione del padiglione 10 è stato sospeso. Da Palermo, tuttavia, potrebbero essere integrate le risorse finalizzate al progetto. Ma si tratta solo di una possibilità e tra l’altro senza alcuna certezza. Almeno per il momento. Intanto resta il disagio per chi vorrebbe consultare il materiale. I testi che racchiudono la secolare storia di Messina, restano relegati in un deposito a chilometri di distanza. Ben 7200 metri lineari di documentazione archivistica, comprese 720 pergamene, e circa 10mila volumi di biblioteca, tra cui cinquecentine e seicentine.