×

i numeri

Rendere visibile l'invisibile: donne tra lavoro precario e disuguaglianze

In provincia di Messina solo il 35,4% delle donne è occupata: contratti a termine (84% delle assunzioni), part‑time involontario e un gap salariale del 27% alimentano esclusione e disuguaglianze

27 Marzo 2026, 04:17

04:20

Rendere visibile l'invisibile: donne tra lavoro precario e disuguaglianze

Seguici su

«Rendere visibile ciò che troppo spesso resta invisibile, ossia la condizione delle donne nel contesto lavorativo e sociale della provincia messinese». Le parole del segretario della Cgil, Pietro Patti, hanno introdotto “Il report sulle condizioni di vita e di lavoro delle donne nella provincia di Messina” realizzato da Stefania Radici e Marcella Magistro, segretarie confederali del sindacato.

Nella provincia di Messina le donne rappresentano oltre la metà della popolazione, ma restano penalizzate nel mercato del lavoro. I dati mostrano un quadro chiaro - spiegano - solo il 35,4% tra i 15 e i 64 anni ha un’occupazione, contro il 58,3% degli uomini.

Un altro dato che emerge analizzando le differenze tra uomini e donne è che le lavoratrici sono più esposte alla precarietà. «Oltre l’84% delle assunzioni avviene con contratti a termine, spesso di breve durata. A questo si aggiunge il fenomeno del part-time involontario, che riguarda circa il 70%. Una scelta spesso obbligata, legata alla difficoltà di conciliare lavoro e responsabilità familiari».

Come, ad esempio, le cure per bambini e anziani. «In un territorio dove i servizi sociali e per l’infanzia risultano insufficienti, molte rinunciano al lavoro o accettano condizioni meno favorevoli pur di gestire gli impegni familiari».

Un altro elemento critico è il divario salariale. Nel settore privato le donne guadagnano mediamente il 27% in meno rispetto agli uomini. Una differenza che si riflette nel tempo anche sulle pensioni, ampliando le disuguaglianze lungo tutto l’arco della vita.

Il quadro che emerge è quello di un sistema che continua a limitare le opportunità delle donne. «Superare queste disuguaglianze non è solo una questione di equità, ma una condizione fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Investire nel lavoro femminile significa infatti rafforzare l’intera comunità, rendendola più inclusiva e competitiva».