Politica
Bilancio stabilmente riequilibrato a Modica, le opposizioni: "Siamo alla farsa"
"I numeri dovranno essere di nuovo cambiati prima di essere sottoposti ai revisori. E intanto il tempo continua a passare"
Dura presa di posizione dei gruppi consiliari di minoranza — Democrazia Cristiana, Siamo Modica e Radici Iblee — sulla gestione economico-finanziaria del Comune.
In una nota congiunta diffusa oggi, 3 giugno 2026, i consiglieri ricorrono a una tagliente metafora teatrale per descrivere l'iter dell'Ipotesi di Bilancio stabilmente riequilibrato, bollando l'operato della giunta come una vera e propria “farsa” a danno dei cittadini.
“L'amministrazione comunale si conferma una compagnia di attori provetti, capace solo di mettere in scena un perenne teatro della politica. Alla Fondazione Teatro Garibaldi non c'è alcun bisogno di programmare nuove commedie per l'estate: i cittadini hanno già lo spettacolo quotidiano offerto da questa giunta”, si legge nel comunicato.
Nel mirino delle opposizioni c'è lo stallo burocratico legato al provvedimento contabile, cruciale per gli enti in dissesto. Secondo i consiglieri, il documento sarebbe ben lontano dall'essere definito, costretto a continui passaggi tra gli uffici per via di rilievi tecnici.
La cronologia ricostruita nella nota segnala un percorso accidentato:
15 maggio: il Collegio dei Revisori dei Conti chiede integrazioni e modifiche.
29 maggio: giunge una nuova risposta dagli uffici comunali.
3 giugno (oggi): interviene il Commissario Straordinario che “bacchetta” Sindaco e Dirigente finanziario per i ritardi, imponendo il rinvio del provvedimento in giunta.
La coalizione evidenzia come i numeri contenuti nella proposta originaria dovranno essere aggiornati prima del vaglio definitivo dei Revisori, il che obbligherà l'esecutivo a una nuova ratifica.
I gruppi di Democrazia Cristiana, Siamo Modica e Radici Iblee chiudono stigmatizzando l'operato dell'esecutivo: “Un teatrino imbarazzante per una amministrazione incapace di produrre atti concreti senza essere costantemente rincorsa e richiamata ai doveri principali che il dissesto ha generato. Ora può calare il sipario in attesa di un altro atto”.