La crisi
Terremoto politico a Spadafora: dopo l'arresto del sindaco Pistone si dimette in blocco la maggioranza
A due giorni dal passo indietro del sindaco Lillo Pistone, tutti i consiglieri di maggioranza della lista «Rinasce Spadafora» hanno formalizzato le proprie dimissioni irrevocabili, segnando la fine del mandato amministrativo
A due giorni dalle dimissioni rassegnate dal primo cittadino, Lillo Pistone, l’intera compagine di maggioranza lascia il Palazzo Municipale. I consiglieri hanno infatti formalizzato al segretario dell’ente le proprie dimissioni irrevocabili dalla carica. Lo riporta una nota. Gli esponenti della maggioranza - Andrea Giacobbo, Pinella Giacobbo, Flavia Ialacqua, Alessandro Cantilonne, Filippo Giordano e Sebastiano Pino, ai quali si unisce Pasqualina Giannone, che ha rassegnato le dimissioni giusta delega essendo per servizio fuori Spadafora - hanno messo nero su bianco in un documento congiunto le ragioni di una scelta definita testualmente «estremamente sofferta e ponderata».
Pistone è agli arresti domiciliari per presunto scambio elettorale politico-mafioso con i fratelli Bonaffini.
Il passo indietro collettivo segna lo stop del progetto politico e amministrativo della lista «Rinasce Spadafora». Nel documento, i consiglieri dimissionari tracciano un quadro della crisi, sottolineando in primo luogo l’impatto delle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto il primo cittadino, le quali hanno reso improrogabile una riflessione sul prosieguo del mandato istituzionale. Secondo i firmatari, «a causa di tale profonda variazione del quadro politico-istituzionale, sono venuti meno i presupposti necessari a garantire l’efficacia, l'incisività e la piena operatività dell’azione amministrativa a tutela della comunità di Spadafora». Contestualmente, il gruppo ribadisce «la massima fiducia nell’operato della magistratura, inquadrando e coordinando la difficile decisione al rigoroso rispetto della trasparenza, della legalità e delle istituzioni».