verso le elezioni
Regionali, tensione nel campo progressista in Sicilia: Avs boccia l'ipotesi De Luca e chiama in causa il Pd
Montalto e Giambrone allontanano ogni ipotesi di alleanze a destra, anche quando a formularla è Mirello Crisafulli, e richiamano i fallimenti dei governi Lombardo e Crocetta
«Francamente sconcertante» nonché «chiaramente incompatibile con il popolo della sinistra e con qualsiasi idea di cambiamento e rinnovamento della nostra terra». Alleanza Verdi Sinistra non ci va tanto per il sottile. Dopo che Mirello Crisafulli, pezzo forte del Partito democratico nonché primo cittadino di Enna, ha pubblicamente lanciato l'ipotesi di Cateno De Luca come candidato del campo progressista isolano, i primi a saltare sulla sedia sono il segretario regionale di Sinistra italiana Pierpaolo Montalto e il portavoce regionale di Europa Verde Fabio Giambrone. Del resto, Avs sono mesi che ribadisce, a ogni piè sospinto, che la porta per (s)Cateno deve rimanere chiusa.
L'idea di Crisafulli, appoggiata anche da Davide Faraone, capogruppo alla Camera dei renziani di Italia Viva, «rischia di allontanare ulteriormente le forze del campo progressista in un momento in cui servirebbe invece la massima unità - continuano Montalto e Giambrone - L'idea di vincere in Sicilia aggregando forze politiche o singoli esponenti che provengono dal centrodestra, è infatti gravemente sbagliata ma soprattutto assolutamente perdente, come dimostrato dai pessimi governi Lombardo e Crocetta».
Per i vertici regionali di Avs, insomma, il campo deve essere largo, sì, ma non si può trasformare in un arrembaggio nel quale coinvolgere anche chi con il centrodestra ha più che flirtato. Il sindaco di Taormina, che i sondaggi danno come ago della bilancia delle prossime elezioni regionali, del resto sta portando avanti una campagna acquisti nei territori, attingendo a piene mani anche dal bacino che era dell'attuale maggioranza di governo.
«Bisogna avere il coraggio di andare oltre il centrosinistra storico – ha detto Mirello Crisafulli nel corso della Festa dell’Unità a Villarosa – questo significa che Cateno De Luca deve essere candidato a presidente della Regione Siciliana. Così si rompe lo schieramento opposto, non facendo finta di volerlo. Se non si vuole fare con una scelta coraggiosa, allora si facciano le primarie. Perché De Luca? Perché è l’unico – ha aggiunto - che può portare voti che non sono del centrosinistra. E se spostiamo voti che non sono del centrosinistra, ci mettiamo nelle condizioni di vincere».
Per quanto «disastroso» possa essere considerato il governo Schifani, per Avs ci sono limiti che non devono essere valicati. «Ci auguriamo che al tavolo regionale del campo progressista, previsto per giovedì 24 settembre, - affermano ancora Pierpaolo Montalto e Fabio Giambrone - si riesca finalmente a trovare una strada comune e che il Partito democratico chiarisca definitivamente se quella di Crisafulli è la sua posizione personale o quella di tutto il partito». Un appuntamento, quello di giovedì, in cui i nodi da sciogliere non riguarderanno soltanto De Luca. Ma anche il suo ex "figlioccio" politico Ismaele La Vardera, le cui «fughe in avanti» generano più di qualche mal di pancia.