Il lutto
Addio a padre Felice Scalia, il "prete di chiesa e di strada" che ha cambiato Messina
Padre Felice Scalia, «prete di chiesa e di strada»: quasi ottant'anni nella Compagnia di Gesù, docente e autore che ha intrecciato liturgia, impegno sociale e azione civica
Quasi ottant'anni vissuti nella Compagnia di Gesù, nella quale era entrato giovanissimo nel 1947. Si è concluso così il lungo cammino di padre Felice Scalia, scomparso a pochi mesi dal suo novantaquattresimo compleanno, che avrebbe festeggiato a dicembre. In poche ore la notizia ha fatto il giro della città, raggiungendo chi lo aveva avuto come insegnante, chi lo seguiva da lettore e chi lo aveva incrociato durante una messa o una manifestazione. Con lui se ne va una presenza che molti messinesi davano ormai per scontata, e la cui influenza, per spessore umano e culturale, aveva superato da tempo lo Stretto.
Per descrivere sé stesso, padre Scalia ricorreva a un'espressione che chi lo conosceva ricorda bene. Si definiva "prete di chiesa e di strada, di riti e cortei" perché non separava mai la liturgia dalla vita pubblica. Celebrava, ma sfilava anche nei cortei, predicava, ma prendeva la parola nelle assemblee cittadine, interrogandosi sulle trasformazioni della società, sui diritti negati e sulle ingiustizie economiche.
È stata la guida della chiesa di Santa Maria della Scala, del Movimento Eucaristico Giovanile, del gruppo Terra e Cielo e della Piccola Comunità Nuovi Orizzonti. Sedeva inoltre nel Consiglio presbiterale dell'Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.
Il suo influsso si è fatto sentire anche fuori dall'ambito religioso. Nella Piccola Comunità Nuovi Orizzonti, da lui animata, maturò il percorso civico da cui prese le mosse il movimento Cambiamo Messina dal basso, che portò Renato Accorinti alla guida della città.
Laureato in filosofia, in teologia e in scienze dell'educazione, ha insegnato prima alla Facoltà teologica dell'Italia Meridionale, poi all'Istituto Superiore di Scienze Umane e Religiose di Messina. Firma frequente su riviste come Vita Pastorale, dove ha curato anche alcuni dossier, Rivista del clero, Presbyteri, Vita consacrata, Horeb e Spirito e Vita, ha pubblicato diversi volumi. Tra questi "Eucaristia. Tenerezza e sogno di Dio" (Paoline, 2002), a quattro mani con Giuseppe Agostino e Giorgio Campanini, "Alternativi e poveri. La vita consacrata nel postmoderno" (Paoline, 2006), "Teologia scomoda. Il caso Sobrino" (La Meridiana, 2008) e "Il Cristo degli uomini liberi" (La Meridiana, 2010).