Le motivazioni
Ecco perché il Tar ha dato ragione a Sud chiama Nord: "L'esenzione dalle firme non ha limite numerico"
Nelle motivazioni della decisione del tribunale amministrativo tutte le ragioni della decisione. Ricorso identico presentato anche per le elezioni di Messina, e adesso Basile, che a sostegno aveva 14 liste, può sperare
Non c’è un limite numerico alla presentazione di liste senza firma per i partiti all’Ars, la legge regionale non lo specifica. Così scrivono i giudici amministrativi: «Il dato testuale (della legge elettorale regionale, ndr) non contiene alcun limite numerico - si legge nelle motivazioni della sentenza - espresso all’operatività dell’esenzione (la prospettazione dei ricorrenti richiede, invece, di introdurre in via interpretativa un limite quantitativo che la fonte primaria non contempla)». È il passaggio chiave con cui il Tar di Catania, ha respinto il ricorso elettorale relativo alle amministrative a Barcellona Pozzo di Gotto, confermando l'elezione della sindaca Melangela Scolaro. In sostanza, la legge regionale non specifica un numero, e senza limite numerico tre o 14 non cambia nulla. Per questo i giudici amministrativi hanno ritenuto valide le amministrative in cui ha prevalso Scolaro.
Il ricorso era stato presentato con le stesse motivazioni per le amministrative di Messina, dove Sud chiama Nord, aveva presentato ben 14 liste. Le motivazioni, dunque, fanno ben sperare il partito di Cateno De Luca e il sindaco eletto a Messina, Federico Basile. La decisione è prevista per il prossimo 20 ottobre.
Intanto il Tar ha già deciso sul ricorso per la cittadina del Longano, presentato dai cittadini Michele Mandanici, Santo Lepro e Antonino Tindaro Munafò. I ricorrenti chiedevano l'annullamento della proclamazione degli eletti e la correzione del risultato, sostenendo che tre liste collegate alla candidata vincitrice fossero state illegittimamente ammesse alla competizione senza la presentazione delle firme correlate. Secondo la loro tesi, l'esenzione prevista dalla legge regionale per i gruppi costituiti presso l'Assemblea Regionale Siciliana — nel caso specifico il gruppo "Sud Chiama Nord" — costituiva una deroga eccezionale applicabile una sola volta per ciascuna forza politica e non estendibile a una pluralità di liste nell'ambito della medesima consultazione. Nel caso di Barcellona (e non a Messina) venivano anche denunciati presunti vizi nello scrutinio delle schede e nella verbalizzazione dei voti in diverse sezioni. Scolaro ha vinto per un soffio, i voti sono stati 9.676, ovvero pari al 40,45% dei suffragi, superando al primo turno la soglia del 40% prescritta dalla legge elettorale regionale siciliana per un margine di 104 voti e staccando lo sfidante Nicola Maria Barbera (fermatosi al 39,83% con 9.528 voti) di soli 148 voti.
Il Tar di Catania ha tuttavia giudicato infondati i dubbi relativi alle operazioni di spoglio. Mentre sulla questione dell'esenzione dalle firme, i giudici hanno chiarito che il testo della norma "valorizza espressamente il riferimento alle 'liste dei candidati' e non contiene alcun limite numerico espresso all'operatività dell'esenzione", aggiungendo che "laddove la legge stabilisce che l'esenzione operi per 'i partiti o movimenti politici costituiti in gruppo parlamentare', essa individua il requisito soggettivo in capo al soggetto politico promotore, e non alla singola lista". Per il Collegio, dunque, "ogni lista che rechi nel proprio contrassegno il simbolo del partito parlamentare (o elementi grafici e formali che ne attestino la paternità politica) non è un soggetto estraneo, ma costituisce una articolazione organizzativa e identitaria del partito esentato".
Quanto alle presunte irregolarità nelle sezioni elettorali, il Tribunale ha ricordato che "la forza fidefacente del verbale sezionale in quanto atto pubblico non possa essere validamente contrastata se non mediante l'esperimento della querela di falso, con la conseguenza che nessun rilievo probatorio può riconoscersi alle dichiarazioni sostitutive dell'atto notorio".
Per i giudici, dunque, le elezioni di Barcellona sono valide. Si attende adesso la decisione per il ricorso proposto per quelle di Messina, ma queste motivazioni, di certo, fanno ben sperare Basile.