Cultura
Da Hippana al Museo 3D: a Prizzi un viaggio tra archeologia, riti e tradizioni
Dall'antica città ellenistica di Hippana alle suggestive rappresentazioni del folklore pasquale: un patrimonio culturale unico che unisce storia, fede e innovazione nel cuore della Sicilia
Un viaggio nel tempo che parte da un'antica acropoli greca e poi si snoda tra i riti sacri e le tradizioni popolari del borgo. Il patrimonio culturale di Prizzi, elegante borgo a quasi 900 metri sul livello del mare in provincia di Palermo e conosciuto anche come "smeraldo dei Sicani", sta vivendo un momento di grande attenzione e valorizzazione, testimoniato da un crescente afflusso di visitatori attratto dalle sue bellezze storiche, dai pellegrini della Magna Via Francigena e dai turisti che durante l'anno fatto tappa. Un risultato che conferma la centralità dei due poli museali cittadini nel progetto di rilancio turistico del territorio: il Museo Archeologico di Prizzi e il Museo 3D "Tra Sacro e Profano".
I due poli fanno parte della Rete Musei di Anci Sicilia, un'iniziativa promossa per valorizzare l’immenso patrimonio culturale dell’isola che comprende attualmente 100 comuni coinvolti e oltre 200 realtà museali aderenti. Iniziativa a cui è dedicato il portale musei-sicilia.it: da qui, con un semplice click, sarà possibile andare alla scoperta virtuale dei musei che hanno aderito alla Rete, lasciandosi affascinare dai mille segreti che raccontano, dalle opere che custodiscono e dai segreti che tramandano.

Il punto di riferimento per la storia del territorio è il Museo Archeologico di Prizzi, situato in Corso Umberto I, 42. Istituito nel 1999 e inaugurato nel 2000 grazie alla sinergia tra il Comune di Prizzi e la Soprintendenza di Palermo, il museo offre un percorso espositivo gratuito, completamente accessibile, e custodisce e valorizza una parte significativa del patrimonio proveniente soprattutto dagli scavi della Montagna dei Cavalli, il sito identificato con l'antica Hippana. È aperto dal martedì alla domenica. La sua collocazione lungo la Magna Via Francigena contribuisce inoltre a inserirlo nei percorsi del turismo culturale e dei cammini, intercettando durante l'anno anche visitatori e pellegrini stranieri. Un flusso che si intreccia con le tradizioni locali e con i periodi di maggiore richiamo turistico, come quello pasquale.
Come dichiarato dal Sindaco di Prizzi, Luigi Vallone: "Il Museo Archeologico rappresenta un luogo fondamentale per conoscere le nostre radici, infatti custodisce importanti reperti di Montagna dei Cavalli, testimonianze preziose della storia e delle civiltà che hanno abitato il nostro territorio".
Si articola in tre sezioni: archeologica, paleontologica e mineralogica. Un percorso che consente di attraversare epoche molto diverse, dall'antichità greca alla storia geologica della Sicilia.
Il nucleo centrale della raccolta è rappresentato dalla Sezione Archeologica, nella quale sono conservati materiali provenienti dall'antico abitato e dalle necropoli di Hippana. Ceramiche, vasi a figure rosse e nere, statuette in terracotta, oggetti di uso quotidiano, gioielli, monete e reperti in vetro e metallo permettono di ricostruire alcuni aspetti della vita della comunità che abitò la Montagna dei Cavalli.
Il sito archeologico rappresenta infatti uno dei principali tasselli della storia antica del territorio. Le strutture riportate alla luce dagli scavi sono riconducibili soprattutto all'età greca e alto-ellenistica, tra il IV e il III secolo avanti Cristo. Tra le testimonianze più significative figura anche un teatro, elemento che restituisce l'immagine di un centro dotato di una propria organizzazione urbana e di una vita comunitaria articolata. Hippana fu conquistata dai Romani nel 258 avanti Cristo, durante la prima guerra punica, e l'abitato venne successivamente abbandonato.
Tra i reperti più preziosi conservati nel museo spiccano due diademi in argento dorato su supporto bronzeo, provenienti dalla necropoli occidentale di Hippana e databili alla seconda metà del IV secolo avanti Cristo. La loro raffinatezza costituisce una testimonianza della ricchezza e del livello raggiunto dalla produzione artistica della comunità.


Di particolare interesse è anche una pisside a figure rosse della seconda metà del IV secolo avanti Cristo. Sul vaso sono raffigurate una figura femminile seduta e una figura maschile nuda impegnata in un passo di danza, accompagnate da palmette e motivi vegetali. Un reperto che testimonia la diffusione di modelli e linguaggi figurativi riconducibili al mondo greco.
Un altro oggetto significativo è una laminetta in argento dorato, anch'essa databile alla seconda metà del IV secolo avanti Cristo. Vi è raffigurato un volto trifronte e si ipotizza che l'elemento fosse originariamente inserito nell'elsa di un pugnale. Accanto a questi reperti, il percorso comprende lekane a figure rosse, lekythos a figure nere, unguentari destinati alla conservazione di profumi e cosmetici, un alabastron in vetro policromo, un poppatoio o guttus in terracotta e un busto femminile in terracotta, esempio della coroplastica greca.
Importante anche la raccolta numismatica. Alcune monete recano l'iscrizione "IPA", riconducibile alla zecca di Hippana, mentre altri esemplari testimoniano la circolazione di produzioni puniche e di monete caratterizzate da raffigurazioni di cavalli, palme e figure maschili. Un patrimonio che offre ulteriori elementi per comprendere i rapporti economici e commerciali dell'antico centro con altre realtà della Sicilia e del Mediterraneo.
La collezione comprende anche altri oggetti che aiutano a ricostruire la vita quotidiana degli abitanti di Hippana: lekane a figure rosse, lekythos a figure nere, unguenti che venivano utilizzati per profumi e cosmetici, alabastron in vetro policromo, poppatoi in terracotta.
La Sezione Paleontologica conserva fossili provenienti da Prizzi e da altre aree della Sicilia e permette di ripercorrere l'evoluzione geologica dell'isola attraverso un arco temporale di circa 250 milioni di anni. I materiali comprendono testimonianze che vanno dal Permiano del Sosio fino al Pleistocene, oltre a reperti legati alla successione geologica del Miocene.
A completare il percorso è la Sezione Mineralogica, con una raccolta di minerali provenienti soprattutto dai giacimenti della Sardegna. Le collezioni paleontologica e mineralogica sono legate alla donazione dell'ingegnere Vincenzo Canzoneri, che si occupò anche dello studio di cave e miniere siciliane.


Il Museo 3D “Tra Sacro e Profano” racconta invece l'identità antropologica e religiosa del paese. Inaugurato nel 2017 all'interno della XIII sec. Chiesa di San Nicolò, edificio storico oggi adibito anche ad auditorium per conferenze e concerti, il museo risponde alla volontà dell'Amministrazione di offrire, come racconta il sindaco Vallone, "un modo innovativo e coinvolgente per avvicinare il pubblico alla nostra storia, soprattutto le nuove generazioni".


Affidato alla gestione dell'associazione Pyrizein, il percorso museale espone pregiati paramenti liturgici del XVI e XVII secolo e un antico messale; la lastra in pietra fatta scolpire dal barone Carlo Villaraut, recante lo stemma di famiglia e l'iscrizione legata alla costruzione della porta di ferro del castello. C'è poi uno spazio centrale è dedicato al celebre “Ballo dei Diavoli”, la manifestazione simbolo della Pasqua prizzese che inscena la secolare lotta tra il Bene e il Male. Nel museo sono esposte le storiche figure di diavoli e angeli utilizzate durante la rappresentazione.
Il Museo 3D è visitabile la prima domenica di ogni mese, con aperture straordinarie durante la Settimana Santa, il periodo natalizio o su prenotazione.
L'itinerario culturale del borgo si arricchisce inoltre delle grandi sculture della scuola gaginiana custodite nelle chiese cittadine, tra cui la Madonna col Bambino (Chiesa di Sant'Antonio Abate), il San Michele Arcangelo (Chiesa Madre) e l'acquasantiera marmorea (Chiesa di San Sebastiano).
I due musei si inseriscono in un ricco calendario di eventi locali che comprende il Carnevale Prizzese, l'Estate Prizzese, la Fiera di Settembre e il suggestivo Presepe Vivente. Come sottolineato dal Sindaco Luigi Vallone, la scommessa di Prizzi punta su un modello unico in cui "cultura, turismo e valorizzazione del territorio viaggiano insieme, perché custodire la nostra storia significa costruire il nostro futuro".

