Eventi siciliani
Teatro Stabile di Catania, la stagione comincia prima del sipario: una settimana di teatro vivo attraversa la città
Una settimana di teatro vivo attraversa Catania: prove aperte, spettacoli nelle piazze, grandi interpreti, formazione e ricerca. La nuova stagione dello Stabile è iniziata. Il 13 ottobre si apre il programma di prosa con “Delitto e castigo”
La nuova stagione del Teatro Stabile di Catania è iniziata. Prima ancora dell’apertura del programma di prosa, il 13 ottobre con Delitto e castigo, il Teatro inaugura il proprio percorso con una settimana di attività che attraversa la città e mette in relazione spettacolo, nuova drammaturgia, formazione, ricerca e incontro con il pubblico.

Tra prove aperte, teatro nelle piazze, grandi interpreti, studi sull’attore e progetti dedicati a Pinocchio e al Mediterraneo, lo Stabile sta dando forma concreta a un’idea di Teatro che ha il palcoscenico al proprio centro, ma non ne fa il proprio confine. Una stagione che prende forma non soltanto attraverso gli spettacoli, ma attraverso un Teatro che produce, ricerca, forma, incontra e costruisce relazioni con la città. Perché il teatro è il territorio quando non si limita a rappresentarlo, ma lo attraversa, lo ascolta e lo mette in relazione con il mondo.

In questa settimana il Teatro ha letteralmente lasciato i propri edifici con “La Commedia scende in piazza”: Fino a domenica 11 ottobre sono in programma cinque giorni e quindici rappresentazioni gratuite che portano la tradizione della Commedia dell’Arte nel cuore di alcune significative location di Catania. Un progetto del Teatro Stabile di Catania in collaborazione con l’Accademia Internazionale di Teatro di Roma, con la regia di Luca Negroni e la supervisione artistica di Silvia Marcotullio, che mette giovani interpreti a diretto contatto con la città e con un pubblico incontrato fuori dai luoghi tradizionali dello spettacolo.
Il 9 ottobre, al Teatro Verga, sarà la volta di Alessio Boni e Marcello Prayer con ai margini della luce – concertato a due per San Francesco d’Assisi: due voci e un lavoro che affonda le proprie radici nell'insegnamento di *Orazio Costa Giovangigli, maestro di entrambi, nell'anno che unisce gli ottocento anni dalla composizione del *Cantico delle Creature e dalla morte di Francesco d'Assisi.
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Il 13 e 14 ottobre, alla Sala Futura, il convegno “Prima e oltre l’attore post-novecentesco”, seconda giornata di studi del progetto “Genealogie contemporanee dell’attore italiano 2025–2027”, a cura di **Dario Tomasello, porterà a Catania studiosi e docenti per una riflessione sull’attore italiano contemporaneo. Alle giornate si affiancherà lo spettacolo Agnulilla, nuovo lavoro dello stesso Tomasello.
Nello stesso orizzonte si colloca “Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo”, a Ragusa Ibla dal 16 al 18 ottobre, progetto che vede la collaborazione del Teatro Stabile di Catania e che mette in dialogo due figure profondamente radicate nell’immaginario popolare, aprendole a una riflessione contemporanea sul Mediterraneo.
È dentro questa trama di attività che il 13 ottobre si apre ufficialmente “Materia Viva”, la nuova stagione di prosa del Teatro Stabile di Catania. Un titolo che diventa così anche dichiarazione di intenti: la tradizione non come qualcosa da custodire sotto vetro, ma come materia da rimettere in circolo, attraversare, interrogare e consegnare a nuovi sguardi.
Ad aprire ufficialmente “Materia Viva”, dal 13 al 18 ottobre al Teatro Verga, sarà Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, nell’adattamento teatrale di Glauco Mauri, con la regia di Andrea Baracco. In scena Gabriele Graham Gasco, Woody Neri, Giulio Petushi, Arianna Pozzi, Aurora Spreafico e Paolo Zuccari, in una produzione Compagnia Mauri Sturno. A vent’anni dal debutto dell’adattamento di Mauri, uno dei grandi romanzi della letteratura torna a interrogare il presente attraverso il conflitto di Raskolnikov tra giustizia e crimine, colpa e libertà, responsabilità e redenzione. Un’apertura che mette immediatamente al centro uno dei principi di Materia Viva: tornare ai grandi testi non per conservarli, ma per interrogarli e farli dialogare con il nostro tempo.
"Uno Stabile è vivo quando il palcoscenico resta il suo cuore, ma non diventa il suo confine – sottolinea il direttore Marco Giorgetti –. Quando produce e ospita grandi spettacoli, ma nello stesso tempo apre spazi alla formazione, alla ricerca, alla creazione e all’incontro. Quando accanto ai grandi interpreti trovano posto i giovani autori. Quando un maestro incontra una nuova generazione di artisti. Quando l’Università entra in Teatro e il Teatro entra nello spazio pubblico. Quando una piazza diventa scena. Quando un laboratorio diventa un’occasione concreta di crescita".
Una visione nella quale il rapporto con il territorio non coincide soltanto con l’apertura degli spazi teatrali, ma con la capacità di mettere in relazione ciò che accade sul palcoscenico con ciò che accade nella comunità*. Giovani e anziani, scuole e università, associazioni e quartieri, cittadini che frequentano abitualmente il Teatro e persone che forse non ne hanno mai varcato la soglia.
Per questo la settimana che conduce all’apertura di “Materia Viva” non è pensata come una semplice sequenza di appuntamenti. Le prove di un giovane autore, una piazza trasformata in palcoscenico, l’incontro con un grande interprete, lo studio sull’arte dell’attore, la ricerca universitaria e la grande stagione di prosa sono parti differenti dello stesso progetto.
"Essere un Teatro pubblico significa assumersi questa responsabilità: non soltanto raccontare una comunità, ma creare le condizioni perché quella comunità possa incontrarsi, riconoscersi, sorprendersi e guardare oltre sé stessa. Uno Stabile vivo è un Teatro che ascolta, provoca incontri e apre possibilità. Che custodisce le proprie radici senza restarne prigioniero, porta il mondo dentro la città e la città dentro il Teatro", aggiunge Giorgetti.