serie A
La Juve è solo Yildiz, il Lecce strappa il pari allo Stadium
I salentini nel primo tempo vanno in vantaggio a sorpresa con Banda, McKennie fa 1 a 1 e poi David spreca un rigore
Il 2026 della Juventus si apre tra rimpianti e fischi: l’1-1 contro il Lecce sa di occasione sprecata.
L’andamento del match alimenta l’amarezza bianconera: dall’errore di Cambiaso che spiana la strada al vantaggio di Banda, fino al rigore fallito malamente da David. I salentini, invece, incassano un punto pesante in chiave salvezza e celebrano uno strepitoso Falcone.
Spalletti opta per la difesa a quattro: Kalulu e Cambiaso sugli esterni, con Bremer (alla presenza numero 100 in bianconero) e Kelly al centro. McKennie avanza sulla linea dei trequartisti accanto a Conceicao e Yildiz, mentre David agisce da unica punta e la regia è affidata alla coppia Locatelli-Thuram.
Allo Stadium si rivede anche il grande ex Danilo, accolto dall’ovazione del pubblico: «Porto questa maglia nel cuore, volevo ringraziarvi di persona per il supporto che mi avete dato».
Dall’altra parte, Di Francesco (squalificato; in panchina il vice Del Rosso) schiera Camarda terminale offensivo, con una mediana folta: Ramadani a protezione della difesa e Pierotti e Banda pronti a ripartire sulle corsie.
L’assalto juventino comincia dopo tre minuti: Cambiaso calcia con potenza ma Falcone respinge. Passano pochi istanti e l’estremo difensore del Lecce è ancora decisivo: cross di Yildiz, inzuccata di David, deviazione sul palo e poi blocco sulla linea.
McKennie ci prova con un diagonale murato dalla retroguardia giallorossa; Cambiaso costruisce altre due opportunità, prima trovando ancora i guantoni del portiere e poi spedendo alto da posizione favorevole.
Il Lecce trema ma regge l’urto e, in pieno recupero del primo tempo, passa a sorpresa: Cambiaso rischia un passaggio orizzontale sanguinoso che, invece di raggiungere Bremer o Kalulu, diventa un invito per Banda. L’attaccante rientra sul destro e batte Di Gregorio. All’intervallo, lo Stadium accompagna la squadra tra i fischi.
Spalletti riparte con Zhegrova al posto di Conceicao e il kosovaro entra subito nell’azione del pari: conduce il contropiede che passa dai piedi di Yildiz e viene rifinito da McKennie per il 1-1 che accende gli oltre 40 mila presenti.
La Juventus insiste e al 62’ arriva l’episodio che può indirizzare la sfida: il tiro di David è deviato in angolo da Kaba, ma il direttore di gara Collu, richiamato dal VAR, concede il rigore per tocco di mano. Sul dischetto, tra l’incredulità generale, si presenta lo stesso canadese: tenta un “cucchiaio” improbabile, ma Falcone respinge di piede.
Spalletti prova a dare la scossa inserendo Kostic e Koopmeiners e, a 14 minuti dal termine, toglie anche Locatelli per Openda, ridisegnando una Juventus a trazione ultra-offensiva. I bianconeri assediano l’area ma si infrangono ancora su un Falcone monumentale, che con la mano aperta nega la gioia del gol a David.
In pieno recupero Yildiz stampa il palo e sulla ribattuta Openda calcia alto a porta sguarnita. È l’ennesima chance buttata al vento.
Al triplice fischio sorridono soltanto i giallorossi.