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Stadio “Celeste”, Davis replica a Basile: «Nessun cambio di idea, troviamo risposte concrete»

Il presidente giallorosso: «Giocare al Franco Scoglio è stata una scelta obbligata. La nostra volontà di tornare al Celeste era nota all’Amministrazione sin da fine maggio. Siamo pronti a sederci al tavolo quando vorrà, carte alla mano».

07 Ottobre 2026, 10:57

11:01

Stadio “Celeste”, Davis replica a Basile: «Nessun cambio di idea, troviamo risposte concrete»

Si cerca una vita d'uscita per risolvere il caso Celeste. Le parole del presidente del Messina e quelle del sindaco Federico Basile hanno avuto un effetto deflagratore. Adesso si prova a ricomporre la situazione ed Justin Davis a rispondere al sindaco, non facendo un passo indietro ma puntualizzando la propria posizione e aprendo al contempo una porta alla soluzione. Un botta e risposta sull’utilizzo dello stadio Giovanni Celeste con Justin Davis che ha replicato al sindaco Federico Basile contestando la ricostruzione fornita nelle ultime ore e chiarendo la posizione del club.

«Giocare al Franco Scoglio è stata una scelta obbligata. La nostra volontà di tornare al Celeste era nota all’Amministrazione sin da fine maggio», ha scritto Davis.

«La ricostruzione che ha fornito alla città non è corretta», scrive Davis rivolgendosi direttamente al primo cittadino. Secondo il presidente del Messina, le comunicazioni inviate nei mesi scorsi non rappresentavano continui cambi di posizione, ma riguardavano «richieste di nulla osta rimaste senza risposta, adempimenti imposti dalla Lega Nazionale Dilettanti, la formalizzazione di accordi presi nel suo ufficio e programmazioni che ci sono state negate».

Davis precisa inoltre che nessuna delle richieste avanzate prevedeva l’esclusiva del Celeste. Al contrario, sostiene il presidente, la proposta di convenzione presentata dalla società prevedeva espressamente l'apertura dell'impianto anche alle altre società sportive cittadine.

«Il Franco Scoglio è stata una scelta obbligata»

Il presidente dell’A.C.R. Messina torna quindi sulla scelta di disputare le gare al Franco Scoglio. «Giocare al Franco Scoglio non è mai stata una rinuncia al Celeste», afferma Davis, spiegando che si è trattato di «una scelta obbligata» perché lo storico impianto non era ancora disponibile e non offriva alla società le necessarie garanzie per programmare la stagione.

La volontà di tornare al Celeste, aggiunge, sarebbe stata comunicata all’Amministrazione già dalla fine di maggio.

Davis rivendica anche il valore simbolico dello stadio di via Oreto: «È la casa storica del Messina, un pezzo della storia calcistica di questa città e della memoria di generazioni di tifosi giallorossi». Per il presidente, riportare squadra e tifosi al Celeste significherebbe restituire all’impianto «la sua funzione sportiva, sociale e identitaria».

«Non voglio alimentare una contrapposizione»

Nonostante le divergenze, Davis sottolinea di non voler alimentare lo scontro con Palazzo Zanca. «Resto aperto a risolvere i problemi, subito», afferma, chiedendo però di passare dalle dichiarazioni alle soluzioni operative: «Di parole, in questi mesi, ne sono state dette tante: ora servono soluzioni concrete e risposte scritte».

Il presidente guarda quindi anche alle prospettive future del calcio cittadino, sottolineando il ruolo dell’A.C.R. Messina e il possibile beneficio per l’intero movimento sportivo locale di un eventuale ritorno della squadra nelle categorie superiori.

«Il futuro del calcio a Messina passa dall’A.C.R. Messina», sostiene Davis, secondo il quale una crescita della prima squadra potrebbe tradursi in «visibilità, attenzione e opportunità per i ragazzi» anche per le altre società cittadine.

La conclusione è un nuovo invito al confronto: «Noi la nostra parte la stiamo facendo. Siamo pronti a sederci al tavolo quando vorrà, carte alla mano».