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Faida nel clan Cappello-Bonaccorsi a Catania: il video dello scontro armato tra la folla, tre arresti

Ricostruita grazie alle immagini la sparatoria di piazza Beppe Montana. Tra i fermati per tentato omicidio anche un minorenne e un evaso dai domiciliari

21 Giugno 2026, 08:45

10:27

Mancava poco a mezzanotte in piazza Beppe Montana. La notte dell'11 giugno si è scatenato l'inferno.  Trappeto Nord è diventato teatro di un violento conflitto a fuoco, frutto di una frattura interna tra due fazioni del clan Cappello-Bonaccorsi. Quella che fa riferimento ad Andrea Calabretta e quella a Sebastiano Miano "piripicchio".

Il bilancio è stato di tre minorenni feriti, uno dei quali ancora ricoverato in gravi condizioni al Policlinico. La dinamica è stata ricostruita con precisione dalla Squadra Mobile attraverso le immagini della videosorveglianza. E già La Sicilia ne ha fornito i particolari, ma oggi c'è il video che racconta la notte di sangue e fuoco. 

Un commando di sei uomini con il volto coperto, a bordo di tre scooter, ha fatto irruzione nell’area antistante un chiosco-bar aprendo il fuoco contro un gruppo di giovani. Le persone nel mirino, tuttavia, erano state allertate da un ragazzo: due di loro, un sedicenne e un maggiorenne, hanno imbracciato le pistole e risposto agli spari. Ne è scaturito un prolungato scambio di colpi in mezzo alla folla: uno dei ragazzini, arretrando verso il parco, ha esploso diversi proiettili prima di essere raggiunto dai colpi e costretto ad abbandonare sul marciapiede una semiautomatica; un secondo ha replicato al fuoco riparandosi dietro il chiosco. Sul posto la Polizia ha rinvenuto 27 bossoli e uno scooter crivellato.

Intanto, in via San Paolo a Gravina di Catania, una pattuglia dei Carabinieri ha intercettato i tre scooter in fuga, tutti con letarghe occultate. Durante l’inseguimento uno dei passeggeri è caduto a terra, tentando di disfarsi in un terreno di una pistola calibro 9x21, rubata e con il colpo in canna. Bloccato, l’uomo Pasquale Licandro — che era evaso dagli arresti domiciliari — indossava una surreale “armatura”: un giubbotto antiproiettile artigianale assemblato con libri, un lenzuolo e nastro isolante. È stato arrestato con le accuse di tentato omicidio premeditato in concorso, ricettazione, evasione e porto d’armi, aggravate dal metodo mafioso per aver agito nell’interesse del clan Cappello-Bonaccorsi.

Le indagini incrociate hanno portato ad altri due fermi ritenuti decisivi. Dopo le dimissioni dall’ospedale, è finito in manette il minorenne ferito durante il contrattacco nel parco, ora trasferito all’Istituto penale per i minorenni di Catania Bicocca. Il terzo arresto riguarda Giuseppe Ponzo che ha sparato da dietro il chiosco: inizialmente irreperibile, è stato rintracciato dalla Squadra Mobile il 17 giugno proprio mentre spacciava in via Capo Passero e condotto nel carcere di Bicocca con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo di armi, anche in questo caso con l’aggravante di avere agevolato il sodalizio mafioso.

Resta da chiarire la causa scatenante di questa cruenta resa dei conti interna all’organizzazione criminale. Anche stavolta le indagini portano a un motivo banale che poi si è trasformato nel conflitto arma. La caccia agli altri cinque è apertissima.