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La tentata strage

Modena, Mattarella ai medici: «Grazie per quello che fate». Vertice sulla sicurezza nel pomeriggio

Il Capo dello Stato con la premier Meloni visitano gli ospedali di Baggiovara e Bologna. Il sindaco Mezzetti convoca la cittadinanza in piazza per respingere le divisioni, mentre il governatore de Pascale riapre il dibattito sulla gestione psichiatrica territoriale

17 Maggio 2026, 15:13

15:20

Mattarella e Meloni visitano gli ospedali di Baggiovara e Bologna. Il sindaco Mezzetti convoca la cittadinanza in piazza per respingere le divisioni, mentre il governatore de Pascale riapre il dibattito sulla gestione psichiatrica territoriale.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni si sono recati all'ospedale civile di Baggiovara per incontrare l'equipe di medici che ha in cura i feriti travolti ieri a Modena dall'auto guidata dal trentunenne Salim El Koudri. Rivolgendosi ai sanitari, il Capo dello Stato ha espresso la profonda gratitudine delle istituzioni dichiarando: «Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente». Durante la visita, Mattarella e la presidente del Consiglio hanno voluto salutare e ringraziare personalmente anche Luca Signorelli, l'uomo che con grande coraggio è intervenuto per primo per bloccare la folle corsa dell'assalitore.

Tra le persone colpite dalla furia dell'automobilista vi è un intero nucleo familiare di origini polacche residente a Castelfranco Emilia. Delle quattro persone coinvolte, due risultano ancora ricoverate, mentre le altre due sono state dimesse. In mattinata, il sindaco del comune modenese, Gianni Gargano, ha fatto visita a una parente delle vittime per offrire supporto concreto, spiegando: «Sono andato a casa sua per portare a lei e alla sua famiglia la sincera vicinanza di tutta la città oltre che metterla in contatto con i servizi sociali per una tempestiva presa in carico del nucleo di quattro persone coinvolto nel fatto».

La mobilitazione istituzionale è proseguita all'Ospedale Maggiore di Bologna, dove Mattarella e Meloni, accompagnati dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti e dal presidente della Regione Michele de Pascale, hanno incontrato i familiari di una coppia di cinquantacinquenni finita in terapia intensiva. Al termine della visita, il sindaco Mezzetti ha descritto l'angoscia dei parenti: «I familiari sono molto scossi, la vita gli si è sconvolta in un attimo. Siamo molto vicini a loro e alle vittime, anche quelle ricoverate in terapia intensiva al Baggiovara di Modena. La prima speranza è che superino queste prime 72 ore, quelle più critiche. Le lesioni sono molto gravi, quindi bisognerà aspettare ancora, fiduciosi». Il primo cittadino modenese ha poi rivolto un pensiero a chi è intervenuto sul luogo del disastro: «Ringrazio i cittadini italiani e stranieri, che in quegli attimi hanno avuto il coraggio di placare l’uomo responsabile di questo gravissimo atto. Questo dimostra - aggiunto - che ci sono stranieri e stranieri: non mi stanco di dirlo, perché vedo in questi minuti, in queste ore, tanti avvoltoi sui corpi di queste povere vittime». Ribadendo che in questo momento «non abbiamo bisogno di divisioni, ma di unirci e dare una risposta ferma contro chi si rende responsabile di questi atti» e che allo stesso tempo «si deve avere anche la capacità di coesione sociale», Mezzetti ha annunciato la reazione civile della comunità: «abbiamo convocato tutta la città alle 19 in Piazza Grande a Modena per una manifestazione».

La tragedia impone però anche una severa riflessione sulle falle del sistema sanitario territoriale. A sollevarla è stato il governatore de Pascale: «Se emergeranno correlazioni con la salute mentale della persona che ha compiuto questo gesto, sarà necessario interrogarci ancora di più su come potenziare i servizi e proteggere le persone». Precisando che «Non ci possono essere ragioni che portano a un atto come questo, ma capire le motivazioni è fondamentale», il presidente dell'Emilia-Romagna ha ricordato che l'aggressore «aveva avuto precedenti legati alla salute mentale all’interno dei servizi». De Pascale ha tracciato un quadro allarmante della situazione nazionale: «Siamo davanti a una sequela di episodi di violenza molto forte in tutto il Paese e io odio coloro che davanti ai problemi cercano di nasconderli». L'analisi si è poi concentrata sulle lacune operative: «Un episodio di questo tipo deve farci riflettere su come dare maggiore supporto ai servizi di salute mentale e anche su cosa accade quando una persona si rivolge alle cure e poi smette di farlo. Oggi, se non ci sono elementi gravissimi già diagnosticati, gli strumenti a disposizione dei sanitari sono pressoché nulli». Auspicando un cambio di passo, ha concluso: «Non dobbiamo tornare indietro rispetto ai grandi dibattiti culturali del passato, ma è evidente che serve una strategia che protegga le persone, offra cure a chi ne ha bisogno e aumenti anche la sicurezza collettiva. L’Emilia-Romagna sarà in prima fila».

Per fare il punto sull'accaduto e stabilire le prossime mosse a tutela della cittadinanza, nel pomeriggio si terrà un vertice in Prefettura a Modena in seno al Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, al quale prenderanno parte il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il capo della Polizia, il sindaco Mezzetti e il presidente de Pascale.