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CALCIO

Il Trapani vince ma la contestazione travolge Antonini: il video dei cori contro il presidente nella bufera

Alfredo Zermo

04 Gennaio 2026, 23:26

23:31

Allo stadio Provinciale il rumore arriva prima del gol. È il rumore dei tamburi, dei fischi, dei cori che montano come onde, e di uno striscione che fotografa l’umore della città: “tutto apposto, tutto pagato, ma u finemu stu campionato?”. Poi, al minuto 79’, il silenzio che precede le esplosioni: Bogdan Stăuciuc, classe 2002, nuovo volto del Trapani, si stacca in area e di testa trasforma il cross di Amedeo Benedetti nel 1-0 che piega il Casarano e rimette i granata sulla strada giusta, almeno sul campo. Il resto, attorno, è un’altra storia: contestazione, diffidenza, promesse mancate. Ma per una sera l’urlo è granata.

Il successo contro il Casarano inaugura il ritorno del girone C di Serie C per il Trapani e vale ossigeno in classifica, in una stagione iniziata con una zavorra: la penalizzazione di −8 punti confermata dalla Corte Federale d’Appello il 20 giugno 2025 per violazioni amministrative. Un macigno che ha condizionato il cammino e obbligato la squadra a recitare costantemente il ruolo del rimontante.

All’ombra del campo, però, è tutto fuorché sereno: la Procura Federale ha chiesto un’ulteriore penalizzazione di altri −8 per inadempienze di ottobre; la decisione è attesa per l’8 gennaio 2026. Se confermata, cambierebbe gli scenari di classifica e umore dell’ambiente.

E anche stavolta La cornice ha pesato quanto la partita. Dalla Curva Nord sono arrivati cori continui contro il presidente Valerio Antonini e uno striscione che è già titolo: “tutto apposto, tutto pagato, ma u finemu stu campionato?”. Il senso è chiaro: dopo mesi di promesse e di scosse societarie, i tifosi vogliono certezze e stabilità. Non è un fuoco fatuo: è l’ultima tappa di una contestazione che dura da settimane, esplosa con altri messaggi e con la denuncia del “raffreddamento” sugli spalti.

Già il 30 novembre 2025, in occasione di Trapani–Monopoli, uno striscione “Io ci credevo. E tu?” aveva segnato la distanza emotiva tra la piazza e la proprietà, distanza ampliata dai video e dagli sfoghi social dello stesso Antonini con accuse alla città e ai tifosi. La tensione, insomma, non nasce ieri.

A incidere sull’umore generale c’è anche la situazione della Trapani Shark nel basket. Proprio in questo weekend è rimbalzata la notizia della rinuncia della squadra a scendere in campo contro la Virtus Bologna, con l’ennesima ammenda (50.000 euro) e il rischio concreto di estromissione in caso di secondo forfait: un quadro che, raccontato anche dalla stampa nazionale, alimenta lo scetticismo della città verso il “progetto” multisport. Una crisi che travolge l’immagine di Antonini, ormai al centro di un ciclone mediatico.