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Cardiochirurgia pediatrica, il Bambin Gesù non lascia (per ora) Taormina e forse raddoppia su Palermo

Il caso in commissione Salute dopo l'annuncio dell'ospedale pediatrico romano di un passo indietro dal 1 luglio. L'assessore Caruso accarezza invece l'idea di coinvolgerlo anche nel capoluogo

13 Maggio 2026, 07:00

Cardiochirurgia pediatrica, il Bambin Gesù non lascia (per ora) e forse raddoppia su Palermo

Proroga tecnica e futura collaborazione solo su prestazioni altamente specialistiche. È su queste due basi che la Regione siciliana intende portare avanti il rapporto con l'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma che fino a oggi ha gestito la cardiochirurgia pediatrica di Taormina, ma che nei giorni scorsi ha annunciato di voler fare un passo indietro allo scadere della convenzione al 30 giugno. Un addio che ha sollevato molte perplessità e l'angoscia dei genitori dei piccoli attualmente in cura presso il centro specialistico, preoccupati di perdere un riferimento indispensabile. 

Ieri il tema è approdato in commissione Salute all'Ars. E qui il neo assessore Marcello Caruso ha usato toni molto diversi rispetto a chi lo ha preceduto rispetto alla cardiochirurgia pediatrica di Taormina, definita «un centro di caratura mondiale». Da un lato ha provato a tranquillizzare, dall'altro ha anche messo sul tavolo una nuova carta: «La collaborazione col Bambin Gesù - ha detto - potrebbe essere estesa anche a Palermo». Punto su cui ha battuto anche il M5s con il deputato Antonio De Luca: «Ci si dovrebbe muovere verso la costituzione di un unico centro da convenzionare con un unico soggetto che dia garanzie sulla presenza h24, 365 giorni l'anno di equipe autonome e permanenti, assegnando nell'immediato a Taormina anche la gestione del centro di Palermo, atteso che, come i fatti e i numeri hanno dimostrato, Palermo non appare in grado di sopravvivere autonomamente».

Nel capoluogo dal 2023 è attiva la seconda cardiochirurgia pediatrica dell'Isola, in convenzione con l'istituto San Donato di Milano. Ma non verrà rinnovata l'opzione di rinnovo: il 30 giugno, quindi, anche quel reparto dovrebbe camminare sulle sue gambe. E su questo addetti ai lavori e pezzi della politica nutrono molti dubbi. Ora arriva il colpo di scena: a dare una mano, sia sul fronte occidentale che su quello orientale, potrebbe essere ancora il Bambin Gesù. Almeno questa sarebbe l'idea del governo regionale. 

Resta da vedere cosa ne pensano all'ospedale pediatrico d'eccellenza romano. La decisione di non rinnovare la convenzione su Taormina - annunciata il 22 aprile con una lettera all'Asp di Messina e all'assessorato regionale alla Sanità - sarebbe nata anche dall'insofferenza per un tira e molla lungo anni (in cui si è andati avanti con proroghe di sei/dodici mesi) e dallo scenario che si verrebbe a creare con la nuova rete ospedaliera varata dal governo Schifani e ancora in attesa di approvazione dal ministero. Nel documento si parla di una doppia subordinazione della cardiochirurgia pediatrica di Taormina: dal punto di vista amministrativo al Policlinico di Catania (un Dea di II livello come richiesto dal ministero), da quello delle strategie sanitarie al reparto dell'ospedale Civico di Palermo (definito hub, mentre quello di Taormina sarebbe un semplice spoke). 

Ieri in commissione il direttore generale del Policlinico catanese, Giorgio Santonocito, ha chiaramente espresso la volontà di «mantenere una forma di collaborazione a matrice universitaria col Bambin Gesù che consenta di preservare tutte le prestazioni ultraspecialistiche». «Penso ad esempio alla fase pre e post trapianto cardiaco - spiega - che non si fa in Sicilia, ma in poche strutture in tutta Italia tra cui proprio il Bambin Gesù». Se la rete ospedaliera otterrà il via libera definitivo, continua Santonocito, «è una proposta che faremo all'assessorato regionale». 

Intanto il governatore Renato Schifani e Caruso la prossima settimana voleranno a Roma per andare a parlare del tema direttamente con il direttore del Bambin Gesù, «per capire - sottolinea l'assessore - come collaborare e dare continuità ad un percorso che ci possa portare, nel tempo, ad acquisire le professionalità necessarie a camminare con le nostre gambe». Quest'ultimo rimane l'obiettivo primario del governo: rendere i due reparti, a Palermo e Taormina, alla fine indipendenti dai privati.

È quanto ha ribadito anche il deputato di Forza Italia Nicola D'Agostino ieri in commissione: «Questa convenzione con il Bambin Gesù - ha detto - è costata alla Sicilia decine di milioni di euro, perché possiamo definire questa spesa un investimento occorre avere d’ora in poi il coraggio di camminare sulle nostre gambe. Se una proroga, diciamo tecnica, appare necessaria per non chiudere il reparto, questa deve essere limitata, poi deve subentrare un nostro modello organizzativo. Ci ritroviamo davanti enormi problemi irrisolti che ora occorre affrontare in grande emergenza». Per il presidente della commissione Pippo Laccoto (Lega), «è necessario dare continuità alla gestione della cardiochirurgia pediatrica di Taormina, vogliamo rassicurare tutti sul fatto che non ci sarà alcuna interruzione».